Consiglio comunale del 3 marzo

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03/03/2026
Un'immagine della Sala Rossa di Palazzo Tursi

Approvata l'idea di un progetto comunale di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo; iniziative per l'anniversario del primo voto delle donne

Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale, con 38 presenti.

 

La Conferenza dei capigruppo ha licenziato un Ordine del giorno straordinario ad oggetto “Stato, prevenzione e monitoraggio dei muri di sostegno e dei terrapieni presenti nel tessuto urbano della città di Genova”, presentato dal Partito Democratico e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta “A farsi parte attiva presso il Governo, anche in raccordo con ANCI e con altri enti territoriali caratterizzati da analoghe condizioni di fragilità idrogeologica, affinché sia promossa una legislazione nazionale specifica che preveda misure strutturali di sostegno economico e fiscale per gli interventi di censimento, monitoraggio, manutenzione straordinaria, consolidamento e ricostruzione dei muri di sostegno e dei terrapieni, con strumenti premiali di detrazione o incentivo analoghi, per incisività, a quelli già sperimentati in altri ambiti edilizi, al fine di avviare una reale campagna di sensibilizzazione, prevenzione e cura del patrimonio esistente; a valutare l’avvio un tavolo permanente di monitoraggio e confronto, coordinato dal Comune, con il coinvolgimento delle associazioni della proprietà edilizia, delle organizzazioni degli amministratori di condominio, degli ordini professionali competenti (ingegneri, architetti, geologi, geometri) e di ogni altro soggetto ritenuto utile, finalizzato a promuovere una ricognizione e censimento dello stato delle opere di sostegno presenti sul territorio comunale; definire criteri e priorità di intervento nei casi di maggiore criticità e/o maggior rischio; favorire l’individuazione di strumenti tecnici e finanziari a supporto dei cittadini; rafforzare il coordinamento tra prevenzione, protezione civile e pianificazione urbanistica; sollecitare la Regione Liguria affinché calendarizzi e avvii la discussione del Progetto di Legge regionale n. 86/2025 in materia di tutela del suolo e contenimento del consumo di suolo, riconoscendo la stretta connessione tra riduzione del consumo di suolo, prevenzione del dissesto idrogeologico e sicurezza delle opere di sostegno nel territorio ligure.

Il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa ha posto in votazione l’odg che è stato approvato con 23 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta (13).

 

Si è poi proseguito con la discussione dell’ordine del giorno della seduta: una delibera di Giunta, due mozioni e due interpellanze.

 

Con la delibera di Giunta al Consiglio, 2/2026, si chiede l’approvazione del “Riconoscimento della legittimità del debito fuori Bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, Lett. A, D. Lgs. 267/2000, in esecuzione di provvedimenti giudiziari”. Su questo atto il consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi ha presentato un Ordine del giorno che la Segreteria generale ha ritenuto non conferente al tema della delibera, dichiarandolo inammissibile. La delibera è stata posta in votazione e approvata con 23 voti della maggioranza. L’opposizione si è astenuta (11).

 

È stata poi discussa la mozione ad oggetto “Progetto comunale di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo, proposta di attivazione” presentata dal Gruppo del Partito Democratico. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Promuovere, in collaborazione con la Direzione del carcere di Pontedecimo, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), i servizi sociali territoriali e le realtà del terzo settore, un progetto di housing sociale temporaneo destinato a detenute in uscita prive di dimora o rete familiare; detenute non residenti a Genova in permesso premio, prive di un luogo idoneo dove incontrare i propri figli o familiari; individuare immobili comunali dismessi o spazi idonei, da destinare all’accoglienza abitativa temporanea, anche tramite convenzioni con enti del terzo settore per la loro gestione; prevedere percorsi individualizzati di accompagnamento all’autonomia, attraverso servizi di supporto sociale, psicologico, educativo e lavorativo, valorizzando anche percorsi di formazione lavoro e collaborazioni con aziende partecipate (es. AMIU); ricercare e attivare risorse finanziarie attraverso bandi europei (FSE+, PNRR), nazionali e regionali, anche aderendo a reti quali fio.PSD o stipulando convenzioni con il Ministero della Giustizia; promuovere una campagna di sensibilizzazione sul tema del reinserimento sociale delle persone detenute, con particolare attenzione alla condizione femminile e alla funzione educativa della pena; riferire annualmente alle Commissioni Consiliari competenti e al Consiglio Comunale sugli sviluppi, gli esiti e le prospettive del progetto.

Sulla stessa sono stati presentati tre emendamenti, di cui uno dello stesso proponente della mozione Enrico Vassallo (Pd) e gli altri due della consigliera di AVS Francesca Ghio. Il consigliere Vassallo ha accolto gli emendamenti proposti. Il gruppo Silvia Salis Sindaca ha chiesto di poter sottoscrivere la mozione.

L’assessore al Patrimonio Davide Patrone ha espresso a nome della Giunta parere positivo alla mozione che è stata quindi posta in votazione, così come emendata, e approvata all’unanimità.

 

La seconda mozione ad oggetto “Voto alle donne” è stata presentata dai consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Concordare, con la Città Metropolitana e la Regione Liguria, in occasione del 2 giugno iniziative volte a promuovere e valorizzare tale importante anniversario; promuovere una raccolta di testimonianze di donne che parteciparono allo storico primo voto che potrebbe, per esempio, trovare luogo di esposizione a Palazzo Tursi e, compatibilmente con le risorse a bilancio, successivamente, in tutti i Municipi”.

La consigliera del Pd Donatella Alfonso ha presentato tre emendamenti su questa mozione, che sono stati accolti dalla proponente Paola Bordilli (Lega).

La Giunta ha espresso parere favorevole alla mozione che è stata posta in votazione, così come emendata, e approvata all’unanimità.

 

L’interpellanza ad oggetto “Frana di Capolungo” presentata dalla consigliera Paola Maccagno del Partito Democratico è stata rinviata.

 

Infine, è stata discussa l’interpellanza ad oggetto “Aggiornamenti in merito al progetto di riqualificazione e rilancio dell'area dell'ex Mercato del Carmine” presentata dal gruppo Noi Moderati. I consiglieri chiedono alla Giunta “Quali attività di consultazione e confronto con il territorio (municipi, associazioni, comitati di cittadini, operatori economici) siano state effettivamente avviate a partire dalla chiusura del mercato e quali soggetti siano stati coinvolti fino ad oggi; quali siano le ipotesi progettuali in fase di studio per la riqualificazione dell’area dell’ex Mercato del Carmine, con particolare riferimento alla destinazione d’uso futura, ai tempi previsti e alle risorse eventualmente stanziate; se sia stato redatto un cronoprogramma degli interventi e, in caso affermativo, di poterlo conoscere nel dettaglio; quali siano le azioni effettivamente messe in campo per migliorare le condizioni di sicurezza e decoro urbano dell’area e se i controlli da parte della Polizia Locale siano stati intensificati o abbiano prodotto risultati significativi.

 

Ha risposto l’assessora al Commercio Tiziana Beghin: «Come è già stato detto abbiamo ereditato una situazione in divenire: il fallimento progettuale e gestionale che si è consumato in questo mercato è abbastanza evidente per tutte le ragioni anche tecniche di cui abbiamo parlato più volte. Da mesi sono stati avviati incontri frequenti con le associazioni del territorio, con il Municipio Centro Est e con le associazioni di categoria; non ci siamo limitati a raccogliere delle proposte, ma abbiamo avviato un percorso di ascolto attivo per comprendere i reali bisogni del quartiere, che nel frattempo si è anche organizzato e ha fatto un sondaggio interno, per cui ci sono sicuramente già dei punti di vista chiari e palesi, che hanno portato a intraprendere quella che per l'amministrazione è una direzione molto chiara. Ossia: la destinazione d'uso non potrà più essere esclusivamente commerciale o solo legata alla ristorazione, ma si andrà incontro alla vera richiesta del territorio, cioè spazi di socialità, aggregazione e servizi. Questa è una richiesta che abbiamo recepito e fatto nostra. Rispetto alla situazione concessionaria e alle ipotesi progettuali, voglio ribadire che il concessionario attuale ha un diritto che si esaurisce nel 2027 con la scadenza della concessione, ma ha anche dei doveri. Noi siamo stati molto disponibili, in considerazione proprio degli investimenti che sono stati fatti dall'attuale concessionario per garantire la serietà e la stabilità. Però è chiaro che oggi non c'è più tempo e il concessionario ha adesso il dovere di tenere aperto e funzionante il mercato. C’è un incontro fissato con il concessionario già la prossima settimana: se intende proseguire ed è nella sua facoltà a farlo lo deve fare subito. Noi non siamo disposti a concedere dilazioni per nuovi investimenti, nella misura in cui non ci siano delle chiare evidenze di una sostenibilità economica. È stata anche avanzata l'ipotesi di prolungare la concessione in assenza di canoni per l'interesse pubblico, ma è una cosa che noi non faremo. È stato fatto precedentemente con la scusa del COVID ma adesso il concessionario non avrà più sconti. Noi abbiamo concesso tempo e l'abbiamo fatto perché crediamo che una nuova amministrazione debba necessariamente continuare a proteggere in qualche modo gli investimenti fatti sul territorio e non dare l'impressione agli investitori che un cambio di Giunta possa portare a variazioni sostanziali di progetti, però chiaramente nel limite di quelle che sono le cornici normative. Sulla progettualità futura, non stiamo aspettando di risolvere la questione del nodo concessione. Non abbiamo smesso di lavorare e stiamo già agendo per comprendere quelle che possono essere modifiche strutturali importanti, rispetto alla riqualificazione energetica del manufatto. Il percorso di partecipazione è il cuore della nostra azione politica: la logica decisionista che ci ha preceduto non ci appartiene e abbiamo scelto la strada opposta, più faticosa e anche più lunga, del confronto e di un percorso di coprogettazione. Sulla sicurezza e il decoro urbano, rispondo a nome della collega Viscogliosi con cui collaboriamo in modo costante e sinergico: la zona di piazza del Carmine è oggetto di presidio quotidiano e il fenomeno dei senza fissa dimora è monitorato dalle pattuglie, che già dalle prime ore del mattino procedono allo sgombero, all'identificazione e successivamente con Amiu alla pulizia e disinfezione dell'aria, ampliando l'intervento anche alle vie limitrofe. Riguardo gli episodi di microcriminalità, e di cessione e consumo di sostanze stupefacenti, la zona è periodicamente controllata da agenti e operatori in abiti borghesi della polizia locale, oltre che attraverso sistemi di videosorveglianza».

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«C’è una delibera sull’affido a mio avviso incostituzionale, perché si parla di affido diretto a famiglie tradizionali. Mi è stato detto che, nonostante questa limitazione, l’indicazione agli Uffici è sempre stata procedere come prevede la Costituzione. La prima responsabilità di un’istituzione è di mettere a regime una delibera non anticostituzionale e promuovere uno strumento che metta al centro la genitorialità. Il tema è che chi si ha davanti, per poter affiancare un bambino, deve avere capacità genitoriale: ciò vale anche nei confronti degli anziani. Crediamo molto nel tema dell’affido e sappiamo che Genova risponde sempre con la sua solidarietà, ma questi strumenti vanno implementati, anche per garantire sostegno alla famiglia di origine, affinché l’affido familiare possa essere un affiancamento, in attesa che la famiglia di origine riesca a rinforzarsi e il minore possa tornarvi. Sul tema anziani, invece, lo strumento conta molto sul valore degli operatori sociali, ma deve diventare anche una battaglia politica, per ridurre l’istituzionalizzazione degli anziani. Infine, le famiglie devono essere supportate dai servizi, da una rete che li aiuti per le spese aggiuntive, perché il carico sulle famiglie è diventato troppo pesante».

 

È questa la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi alle interrogazioni dei consiglieri Edoardo Marangoni (PD) e Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) aventi ad oggetto le nuove linee di indirizzo sull’affido familiare e la vicinanza solidale, con focus su affido a persone singole, anziani, nuovo centro affidi e minori in stato di fragilità.

«Rispetto al tema delle associazioni ambientaliste che a detta di qualcuno “non si incatenano più agli alberi”, al di là del fatto che la critica andrebbe rivolta alle stesse associazioni e non al Comune, come Amministrazione siamo convinti della necessità di operare, in materia di verde pubblico, secondo una logica di trasparenza, comunicazione e informazione alla cittadinanza, cosa su cui in passato si è sempre fatta una certa fatica. Per esempio, nel caso del recente abbattimento del pino domestico della passeggiata di Nervi – una ferita enorme per la cittadinanza e per l’Amministrazione, trattandosi di un albero di particolare pregio – per la prima volta abbiamo dato applicazione all’articolo del regolamento comunale del Verde che consente, a chiunque ne faccia richiesta, di entrare in area di cantiere per controllare di persona lo stato di ammaloramento della pianta oggetto di abbattimento: ciò per dare evidenza delle prove e degli approfondimenti sulla pianta che sono stati richiesti ad Aster – anche questo per la prima volta, proprio come il consentire l’ingresso della cittadinanza in area di cantiere – prima di procedere al taglio, in linea con il nostro dovere di dare risposte chiare alle preoccupazioni, più o meno legittime, che ci pervengono dalle persone. Gli ambientalisti esistono ancora: a cambiare, probabilmente, è invece la relazione che sussiste tra l’Amministrazione, i cittadini e le associazioni che riportano delle problematiche. Per quanto riguarda invece le alberature di via Martiri della Libertà e dei Giardini Peragallo, a Pegli, nel primo caso è prevista la ripiantumazione dei due aceri e del pero abbattuti dalla tromba d’aria dello scorso novembre: l’intervento verrà eseguito in primavera. Più complessa la situazione ai Giardini Peragallo, dove le nuove palme impiantate da Aster sono state attaccate da nuovi agenti patogeni, nello specifico la Paysandisia. L’obiettivo, al quale stiamo già lavorando, è di portare nuove specie arboree all’attenzione della Soprintendenza che, essendo i Giardini Peragallo un’area soggetta a vincolo, deve dare il nulla osta. La questione sarà portata al Tavolo tecnico con Soprintendenza, Aster e Ufficio comunale del Verde per capire che iter seguire e quali nuovi alberi impiantare».

 

È questa la risposta dell’assessora al Verde urbano Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente in cui “Si chiede di conoscere tempi e modalità per il reimpianto delle piante morte ormai da mesi nei giardini Peragallo e quelle in via Martiri della Libertà a Pegli”.

«Mi sembra opportuno ricostruire lo storico di queste segnalazioni, che non avvengono solo in questa circostanza, ma hanno una storia che arriva fino dalla fine dell'anno 2024. È stata interessata la direzione Cultura, anche perché marginalmente è una nostra competenza dal momento che l’apertura è limitata a una singola occasione, una volta al mese, in occasione della celebrazione. Mi sono consultato con il collega Ferrante, per i lavori pubblici, per la dimensione che attiene alla tutela del manufatto. Per quanto riguarda il “sanitrit”, già segnalato a febbraio del 2025, è intervenuto l’ufficio manutenzione della direzione Cultura, e su sua segnalazione il giorno 18 febbraio 2026 è stato effettuato un sopralluogo, dal quale è emerso che il servizio funzioni regolarmente: nel caso ci fossero altri malfunzionamenti, ci faccia pervenire le segnalazioni. Al momento a noi risulta che sia tutto risolto. Per quanto riguarda le infiltrazioni, invece, la segnalazione è arrivata alla direzione Lavori pubblici il 4 aprile dello scorso anno. Il fatto che ci fosse una infiltrazione, quindi, era noto da tempo, e si è resa necessaria anche l'interdizione in via precauzionale di una delle scalinate di accesso. Per quanto riguarda invece l'infiltrazione che lei segnala sopra l'altare, si è intervenuti tempestivamente sotto due profili: cercando di limitare quelli che possono essere i danni al patrimonio e ovviamente interdicendo in parte l'area interessata per evitare danni alle persone. La nostra attenzione sul manufatto, come vede, è storicamente di lunga data perché coinvolge più direzioni da prima che la nostra amministrazione si insediasse: è un problema noto, abbiamo adottato un monitoraggio più serrato e approntato misure di sicurezza sia per i manufatti che per le persone e gli scopi per cui è preposto questo spazio ed è stata fatta una richiesta affinché l’elenco degli interventi venga inserito con un titolo nel piano triennale dei lavori pubblici».

 

È questa la risposta dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari all’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone in cui si legge: “Premesso che: • nella cripta dell’arco di trionfo, in particolare nel tratto centrale della sala dove è collocato il grande crocifisso, è presente da tempo una perdita/infiltrazione d’acqua ben visibile, che rischia di compromettere sia la struttura sia il decoro del luogo, oltre a rappresentare un potenziale pericolo per i visitatori; • la cripta dell’arco di trionfo è un luogo di rilevanza storica, simbolica e cerimoniale per la città ed il permanere di infiltrazioni e di impianti non adeguati può arrecare danni al patrimonio e compromettere la fruibilità degli spazi; interroga la sindaco e la giunta comunale: per sapere se l’amministrazione sia a conoscenza dell’infiltrazione d’acqua presente nella cripta dell’arco di trionfo, se sia previsto un intervento di riparazione e se si intenda procedere alla sostituzione del suddetto impianto e in quali tempi”.

«Intanto esprimo vicinanza per il giovane accoltellato, con un augurio di pronta guarigione. L’episodio richiede una riflessione seria e un impegno condiviso con tutte le istituzioni e non si può affrontare solo con strumenti repressivi. Occorrono, ad esempio, più fondi per il disagio giovanile, la povertà educativa, le fragilità che non si curano solo con la repressione. Questi temi rientrano nelle competenze dell’ordine pubblico e quindi sono gestite da questure e prefetture. La Polizia Locale ha uno strumento, ovviamente, per poter agire in materia e noi già da novembre abbiamo avviato il progetto “Sicurezza in movimento”, che ha visto controlli su tutte le linee urbane, con agenti in borghese e in divisa, 200 tra ufficiali e agenti impiegati, 45 pattuglie e 130 linee controllate, 658 mezzi, 862 persone. 11 le denunce, 3 gli arresti, 55 violazioni tra penali e amministrative. Le aggressioni agli autisti sono passate da 14 a 5, i disagi ai passeggeri da 36 a 18, 9 i danneggiamenti, danni ai mezzi invece azzerati. Quindi dati molto positivi».

 

È questa la risposta dell’assessora alla Polizia Locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Enrico Vassallo in cui si “Interroga la giunta comunale per conoscere quali progetti e misure operative siano stati attivati dal comune per la sicurezza sul trasporto pubblico (anche in Valpolcevera). E, in particolare, quale esito concreto tali interventi abbiano prodotto in termini di controlli, criticità rilevate e riduzione di episodi analoghi, considerato che nella serata del 28 febbraio 2026 si è verificato un grave episodio di accoltellamento a bordo di un autobus AMT linea 7 a Rivarolo, con coinvolgimento di minori, e per sapere se, alla luce dell’accaduto, si intendano adottare ulteriori misure integrative o correttive”.

«È a partire dal regolamento che è stato approvato nel 2021, deliberazione di sua proposta, che è partito l'iter per cominciare a chiedere l'attestazione di ISEE a tutte le famiglie a prescindere dal fatto che questa possa fare peso sul calcolo. La sollecitazione che è stata mandata è per i casi che non avevano ancora inviato l’ISEE. Forse non ricorda, ma ho esattamente applicato quanto lei stesso aveva sollecitato, cioè l’applicazione del regolamento. Le ricordo anche, nello specifico, che sono stati fatti mettere tra le prestazioni sociali che richiedevano sempre e obbligatoriamente l’ISEE, anche se non faceva calcolo per il contributo, i servizi a supporto di persone anziane, con disabilità, alloggi protetti e trasporti. Noi abbiamo ulteriormente lavorato con la Consulta per le disabilità per rassicurare le famiglie, perché non c’era stata continuità nelle richieste. La delibera nasce da norme nazionali, un obbligo per gli enti: l’ente non può mettere o togliere l’ISEE per la compartecipazione se non per quello demandato dalla legge. Quello che voglio sottolineare è che la presentazione dell’ISEE non si traduce nell’applicazione dello stesso come strumento per la definizione della compartecipazione. Ad oggi stiamo facendo l’approfondimento delle contribuzioni richieste dalla precedente Amministrazione per vedere che siano in regola e bilanciate nella giusta maniera nei confronti dei nuclei che hanno meno possibilità economica».

 

È questa la risposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi all’interrogazione del consigliere di Forza Italia Mario Mascia in cui si “Interroga la giunta comunale su motivi e scopi richiesta di presentazione attestazione ISEE ordinario o sociosanitario ai fruitori del servizio di accompagnamento personalizzato per persone adulte con disabilità”.

«Riconosco al consigliere Vacalebre di essersi speso molto, in passato, sul tema dell’edilizia residenziale pubblica, a differenza del governo che lascia gli enti locali completamente soli rispetto al tema fondamentale dell’abitare, come dimostra la mancanza di investimenti sui fondi nazionali per la morosità incolpevole e sul sostegno alle locazioni. Ad oggi, per quanto riguarda le richieste di assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, sono pervenute circa 3.300 domande, in linea con i bandi ERP fatti dalla precedente Amministrazione. L’istruttoria procedere con regolarità: si prevede di stilare la graduatoria provvisotia a maggio e quella definitiva entro luglio. Nel 2025 c’è stata una flessione nell’assegnazione degli alloggi rispetto all’annualità precedente: parliamo di 130 assegnazioni fatte nel 2025, mentre quest’anno ne prevediamo oltre 200. Nel dettaglio, 78 nuovi alloggi sono già stati consegnati dall’area tecnica alla direzione Politiche della casa: nel 2026 saranno disponibili altri 55 alloggi ristrutturati di proprietà comunale e altri 55 di proprietà Arte. Stiamo lavorando anche sul tema dell’autorecupero rispetto al quale saranno resi disponibili altri 50 alloggi grazie all’esecuzione di piccoli interventi di manutenzione ordinaria. L’obiettivo per il 2026, ribadisco, è di superare quota 200 alloggiconsegnati. Ma lavoriamo alacremente anche sul fronte dell’efficientamento energetico del patrimonio di ERP attraverso i residui della misura M7 del PNRR. La procedura è estremamente complicata, un partenariato su cui deve esprimersi il dipartimento competente del ministero al fine di provvedere alla riqualificazione energetica degli alloggi di via Novella e Begato. Annuncio anche la prossima attivazione dell’Osservatorio permanente sul fabbisogno abitativo, per andare a colmare le lacune del passato attraverso un’attività di programmazione in base all’analisi dei dati relativi al fabbisogno abitativo nella nostra città. Infine, stiamo per strutturare con tutte le realtà interessate al tema, dai sindacati degli inquilini ai piccoli proprietari, passando per ordini professionali, amministratori di condominio ed Ance, il Tavolo istituzionale permanente per la co-progettazione delle politiche abitative».

 

È questa la risposta dell’assessore alle Politiche della casa Davide Patrone all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre in cui si “Interroga la giunta comunale: in merito al bando di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, in particolare sul numero delle unità abitative disponibili, sulle domande presentate e la tempistica di attuazione dell’istruttoria”.

«Abbiamo ricevuto questa mozione un mese e mezzo fa e ci sembrava importante e interessante proporla all’interno della giunta itinerante. Come ricordato e come anche citato all’interno nella mozione stessa, per noi era importante iniziare a parlare dei centri storici diffusi e con la delibera della scorsa settimana abbiamo iniziato a dare le linee guida di indirizzo per riconoscere i centri storici. La mozione di San Quirico andava esattamente in questa direzione, quella di trovare quegli ambiti di rigenerazione urbana all'interno dei perimetri identificati come centri storici delle altre delegazioni. Durante la giunta itinerante abbiamo svolto anche un sopralluogo per capire quali spazi potevano essere interessanti e dove poter ospitare la richiesta di questa nuova piazza e chiaramente, a San Quirico, gli spazi sono particolarmente limitati. Sarà interessante capire come anche la messa a disposizione di spazi privati possa poi diventare a tutti gli effetti una rigenerazione urbana in cui privato e pubblico possano partecipare insieme per portare degli ambiti di rigenerazione. Quello che faremo nelle prossime settimane è iniziare a dar vita ai tavoli di partecipazione e di coprogettazione, perché gli ambiti di rigenerazione devono essere trovati insieme ai Municipi, alle associazioni e ai territori che portano all'attenzione queste proposte. Abbiamo ricevuto anche diverse mail da parte delle reti associative, richieste di incontro per parlare e per trovare insieme quelle che devono essere le soluzioni ottimali. Su questo l'Amministrazione ha chiaramente tutta la volontà di costruire un percorso insieme».

 

È questa la risposta dell’assessora all’Urbanistica e alla Città dei 15 minuti Francesca Coppola all’interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone della lista Silvia Salis Sindaco in cui si legge: “Ricordati gli atti approvati e quanto visionato nel corso della giunta itinerante si chiede quali siano le azioni che la civica amministrazione voglia intraprendere per una nuova piazza a san Quirico”.

Ultimo aggiornamento: 04/03/2026