
Sostegno dell'Ente al "depaving", la rimozione di asfalto e cemento dalle aree urbane per il ripristino di un ambiente naturale e più resiliente ai cambiamenti climatici
«Ridurre il consumo di suolo non basta: occorre invertire la tendenza e favorire le buone pratiche come il “depaving” che, togliendo asfalto e cemento dalle aree urbane, ripristinano il terreno lasciando spazio alla natura e rendendo più vivibili gli spazi pubblici soprattutto d’estate, in una logica di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici. L’Amministrazione ne è consapevole e infatti, nelle linee guida della Città dei 15 minuti che abbiamo appena approvato con una delibera, abbiamo inserito anche un riferimento specifico alle azioni di depavimentazione, da realizzare nell’ambiente urbano e, in particolare, nelle aree dei centri storici più colpite dalle isole di calore». Lo afferma l’assessora a Urbanistica, Città dei 15 minuti e Centri storici.
«A Genova, negli ultimi anni – continua l’assessora – a causa del riscaldamento globale il numero delle ondate di calore è cresciuto in maniera esponenziale: di qui la necessità di avviare, facendo rete con Municipi e associazioni, una strategia integrata per ridurre, nelle aree ad alta frequentazione, le superfici che accumulano calore, andando a sostituirle con infrastrutture verdi in grado di fornire ombreggiatura e di migliorare, quindi, il benessere psicofisico delle persone, soprattutto quelle più fragili».
«La rinaturalizzazione dei suoli è in linea con la nostra visione di Smart City: una città, infatti, è intelligente solo se capace di fornire servizi di prossimità a tutte e tutti, mettendo al centro la cura delle persone e la giustizia sociale e ambientale. Liberare lo spazio pubblico dall’asfalto è un principio guida e, al tempo stesso, un obiettivo della nostra Amministrazione, che vogliamo portare avanti, in linea con quanto già previsto dalle linee guida della Città dei 15 minuti, con laboratori partecipati con la cittadinanza: è nostra intenzione inquadrare il contributo proveniente dal basso in una visione d’insieme che ci consenta di co-progettare spazi resilienti capaci di rispondere alle esigenze di tutte le comunità locali cittadine», conclude l’assessora.
