
L’assessora Lodi scrive all’assessore regionale Nicolò dopo lo stop alla misura "Meglio a Casa": in avvio un tavolo tecnico per garantire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio
Al centro del dibattito politico e sociale genovese c’è il futuro dell'assistenza agli anziani fragili.
Attraverso uno scambio epistolare tra l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi, e l’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, è emersa la volontà comune di affrontare le criticità nate a seguito della sospensione della misura regionale “Meglio a Casa” (MAC), per il supporto alle dimissioni ospedaliere protette, avvenuta a fine 2025.
L’assessora Lodi, facendo seguito ad una interrogazione scritta del consigliere del Pd Enrico Frigerio, ha sollecitato l’intervento di Regione Liguria ed espresso nella sua prima mail all’assessore regionale Nicolò una forte preoccupazione per quanto riportato dalle famiglie in merito all'attuale sistema che, alle dimissioni, prevede il trasferimento diretto in strutture riabilitative (RSA1).
Nella sua risposta, l’assessore regionale Nicolò ha confermato la piena disponibilità a un confronto e annunciato il rafforzamento del sistema sociosanitario territoriale con l'attivazione degli Ospedali di Comunità (56 nuovi posti letto) e delle Case della Comunità, per una presa in carico integrata. Regione, inoltre, si è impegnata a convocare un tavolo interistituzionale per definire nuovi protocolli condivisi.
«Pur apprezzando il rafforzamento della rete sanitaria e sociosanitaria regionale – dichiara l’assessora Cristina Lodi – riteniamo fondamentale rafforzare il raccordo operativo tra ospedale, servizi sanitari territoriali e servizi sociali, così da garantire alle famiglie informazioni tempestive e un accompagnamento adeguato. Il nostro obiettivo è che la dimissione ospedaliera protetta sia un passaggio di cura pienamente governato e sicuro, costruito con una presa in carico condivisa. Accogliamo con favore la disponibilità della Regione a istituire un tavolo tecnico e confermiamo la massima collaborazione del Comune per rendere effettiva l’integrazione sociosanitaria tra LEA sanitari e LEPS sociali, assicurando continuità assistenziale e appropriatezza degli interventi. In questa prospettiva, la riorganizzazione successiva alla misura “Meglio a Casa”».
