Giorno della bandiera di Genova e di san Giorgio: conferito il Grifo ad Alberto Diaspro

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23/04/2026
Cerimonia Grifo


La sindaca: «Nel Giorno della Bandiera, e nei giorni in cui ricordiamo l’anniversario della Liberazione, premiamo un nostro concittadino che ha reso Genova orgogliosa in Italia e nel mondo»

Irene Moretti

Quest’oggi, in occasione del giorno della bandiera di Genova e di san Giorgio, è stato conferito il Grifo al professor Alberto Diaspro.
Alberto Diaspro, nato a Genova il 7 aprile 1959, è professore ordinario di Fisica Applicata al Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, direttore di Ricerca della linea “Nanoscopy” all’Istituto Italiano di Tecnologia, direttore scientifico del “Nikon Imaging Center “italiano, socio effettivo di Scienze dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere e dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, socio e consigliere della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche di Genova, socio fondatore della Start-up Genoa Instruments, Presidente della “Joint Research Unit” di “Euro-BioImaging ERIC - Advanced Light Microscopy Italian Node”, valutatore di ERC-Starting, Consolidator, Advanced grants, già membro di Panel PE3. Co-direttore della Scuola di Biofisica “Antonio Borsellino” della "Ettore Majorana Foundation and Centre for Scientific Culture”, Cavaliere dell’Ordine al “Merito della Repubblica Italiana”.
Al professore, è stato dunque conferito il Grifo “Per il suo straordinario contributo alla ricerca scientifica e medica, per aver reso la scienza un patrimonio condiviso e per il costante impegno nel promuovere Genova come centro di eccellenza internazionale. Un esempio di dedizione alla crescita culturale, scientifica e civile della comunità genovese”.

«Nel Giorno della Bandiera, e nei giorni in cui ricordiamo l’anniversario della Liberazione, premiamo un nostro concittadino che ha reso Genova orgogliosa in Italia e nel mondo - ha detto la sindaca Silvia Salis - Alberto Diaspro ha una qualità rara, che appartiene ai grandi: sa condividere il sapere, sa rendere accessibile ciò che è complesso. È uno scienziato che ha raggiunto risultati di rilievo internazionale, ma è anche una figura che ha contribuito a fare della scienza un patrimonio pubblico e a rafforzare il nome di Genova come città di ricerca, cultura e innovazione. Nel suo libro “Quello che gli occhi non vedono” ci ricorda che la ricerca è alla base dell’evoluzione, della dignità e della civiltà di questo Paese. Un Paese che non dovrebbe spingere i grandi cervelli a scegliere tra un lavoro fisso e un lavoro di ricerca che spesso non dà la possibilità di progettare un futuro. Perché investire nella ricerca significa investire nell’unico strumento in nostro possesso per predire il futuro».

«Credo che questa onorificenza sia una cosa importante, perché il professor Diaspro ha sempre saputo tenere insieme discipline e linguaggi di studio della realtà che non sono per niente distanti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari -. La cultura umanistica e quella scientifica sono due facce della stessa medaglia, che fino al Seicento erano addirittura parte dello stesso ecosistema di studi e di conoscenza del mondo. La cultura positivistica le ha separate. Ho conosciuto il professore nel corso di Beni culturali, dove ho insegnato per tanti anni, e dove ha applicato queste competenze straordinarie microscopia confocale che di fatto lo hanno portato a lavorare nella squadra del premio Nobel. Oggi è una bella giornata per la città, una bella giornata per chi ha voglia di studiare e di impegnarsi per cambiare questa realtà, per costruire un mondo migliore: perché sono convinto che la figura di Alberto Diaspro sia molto presente, non solo con i suoi studi, ma anche sul territorio e che ci dia anche una linea di quello che è l'impegno futuro: sapere mettere a frutto il merito, valorizzare i nostri giovani, guardare a quello che può succedere e soprattutto anche a riconoscere a chi studia un ruolo fondamentale nella società. Oggi, più che una festa di una bandiera fisica, è una festa di bandiere fatte di persone che possono essere un modello per costruire una città migliore, un mondo migliore che in questo momento ha bisogno di esempi positivi. Più che di bandiera come elemento tradizionale, voglio parlare di bandiere fisiche, di persone fisiche da poter seguire come un tempo si seguivano i vessilli. Oggi abbiamo bisogno di esempi positivi nel campo delle scienze, delle arti, della cultura, della politica, dell'economia. Dobbiamo seguire modelli positivi e credo che le nostre bandiere debbano essere le persone che li incarnano».

«Il conferimento dell’onorificenza del Grifo è motivo di felicità e orgoglio immensi, Genova è sempre nel cuore e nella mente, da sempre – ha detto il professor Alberto Diaspro -. Sono grato almeno per tre motivi alla sindaca Silvia Salis: il primo è che questo riconoscimento svela l’entaglement tra me e Genova; il secondo è che si tratta di un riconoscimento alla ricerca fatta a Genova esteso alle giovani e ai giovani con cui ho potuto interagire e all’Università che mi ha formato e che, insieme all’IIT e al CNR, mi ha accompagnato nel percorso della ricerca, quella ricerca per la quale il 22 aprile, in occasione della giornata della ricerca italiana nel mondo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  ha sottolineato che “chi si occupa di ricerca sviluppa il futuro del nostro Paese e crea le prospettive per il suo futuro”; tre, perchè avviene nelle giornate della Liberazione, negli 80 anni di una Repubblica che ha saputo dare valore alle donne e agli uomini offrendo alla ricerca libertà di esprimersi, perché sono le giornate di Genova Medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza e il 23 aprile è il giorno in cui Genova prepara l’insurrezione che porterà alla resa tedesca a Villa Migone».

Durante la cerimonia, il professor Diaspro ha tenuto una lezione dal titolo “Percorsi di una irresistibile scienza”, durante la quale ha ripercorso alcune tappe fondamentali della scienza moderna, ricordando l’apporto fondamentale di scienziate dimenticate o raccontando l’incredibile storia della “donna più bella del mondo”, l’attrice Hedy Lamarr, il cui contributo scientifico fu fondamentale durante la Grande Guerra.

Erano presenti, oltre alla sindaca Silvia Salis e all’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, il presidente di Confcommercio Genova e Liguria, Alessandro Cavo, e del segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Maurizio Caviglia. E ancora il presidente del consiglio comunale Claudio Villa, il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari e la prefetta di Genova Cinzia Torraco.

 


 

Ultimo aggiornamento: 23/04/2026