L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova

Contenuto

Articolo del
05/03/2026
Un'immagine del Porto Antico di Genova

L’Istituto Europeo di Design e il Porto Anticoportano in residenza sette studenti del Triennio di Fotografia di IED Torino, per raccontare le trasformazioni tra memoria e futuro

Ogni città ha un luogo in cui la propria identità si rende più evidente. A Genova è il porto, linea di confine tra mare e terra, spazio in cui la memoria convive con una continua trasformazione.

 

È da qui che prende avvio L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova, la residenza che dall’11 al 18 marzo porterà nel capoluogo ligure sette studentesse e studenti del Triennio in Fotografia di IED Torino per raccontare, attraverso le immagini, le metamorfosi del fronte mare cittadino e del Waterfront di Levante. Il progetto, realizzato con Porto Antico di Genova, in collaborazione con Convention Bureau Genova e con il patrocinio della Camera di Commercio di Genova, rappresenta un momento centrale nel percorso di tesi del corso coordinato da Giulia Ticozzi.

 

Per una settimana la città diventerà laboratorio di ricerca e produzione: un territorio da attraversare, ascoltare e interpretare per costruire una narrazione per immagini capace di andare oltre gli stereotipi del paesaggio portuale e restituire la complessità delle trasformazioni in atto. La scelta di Genova è profondamente simbolica. Città sospesa tra mare ed entroterra, è da sempre luogo di arrivi e partenze, di scambi economici e culturali, di aperture e contraddizioni.

 

Come la Despina raccontata da Italo Calvino ne Le città invisibili, Genova cambia volto a seconda dello sguardo di chi la osserva: porto di partenze verso l’America nel Novecento, oggi spazio di approdo, permanenza e nuove comunità. È qui che questa tensione tra memoria e trasformazione si rende visibile, offrendo un terreno particolarmente fertile per una riflessione fotografica contemporanea. Durante la residenza, i sette tesisti – Melissa Billotti, Silvia Bussolino, Giulia Franceschini Beghini, Penelope Siria Meneghetti, Fabiana Scalise, Sofia Valabrega e Luca Zanzone – svilupperanno ricerche personali a partire da un focus comune: la rigenerazione e i suoi effetti architettonici, urbanistici e socio-economici.

 

La riflessione si concentrerà su due interventi chiave per la trasformazione di aree strategiche della città: il Porto Antico, riqualificato nel 1992, e il Waterfront di Levante, attualmente in fase di costruzione. Entrambi firmati da Renzo Piano, questi progetti segnano due passaggi emblematici nel rinnovato rapporto tra Genova e il mare: il primo ha restituito alla cittadinanza uno spazio storico riconnettendo il centro antico all’acqua; il secondo ne ridisegna oggi il profilo, proiettando la città verso una nuova dimensione urbana, culturale e produttiva. Ne emergeranno sette progetti distinti ma complementari: il porto come spazio simbolico e reale della migrazione; un’indagine su Via Sottoripa e sul rapporto quotidiano dei lavoratori con il mare; la stratificazione nascosta del Porto Antico restituita attraverso un dispositivo interattivo che sovrappone archivi e immagini contemporanee; la verticalità genovese e il bisogno di piazza come luogo di relazione tra cittadino e paesaggio; l’Acquario come metafora della città, osservato nei suoi equilibri invisibili e nel lavoro silenzioso di chi lo sostiene; la Sopraelevata Aldo Moro come infrastruttura che genera esperienze percettive opposte, tra compressione e visione panoramica.

 

Attraverso fotografia, video, archivio, interviste e sperimentazione digitale, ogni studente declinerà la propria ricerca secondo un linguaggio diverso e coerente con la propria sensibilità, con l’obiettivo di restituire la complessità del waterfront genovese, le identità plurali, le tensioni e le possibilità che in esso convivono. Durante i giorni della residenza, inoltre, alcuni piccoli set fotografici saranno allestiti in diverse piazze del centro storico, rendendo ancora più tangibile il lavoro dei ragazzi agli occhi dei genovesi e dei turisti e trasformando lo spazio urbano in un luogo di incontro e condivisione. Un intervento che riflette e rende visibili i principi che guideranno l’intero percorso di tesi: ascolto del contesto, rielaborazione critica e progettazione consapevole. Il risultato confluirà in una mostra fotografica che racconterà alla cittadinanza l’esito delle ricerche, offrendo uno sguardo inedito sulle trasformazioni urbane e rafforzando il dialogo tra istituzioni, territorio e nuove generazioni di autori.

 

«Questa collaborazione rappresenta per i nostri studenti un’occasione straordinaria di confronto con un territorio complesso e in piena trasformazione», dichiara Paola Zini, direttrice di IED Torino. «Lavorare su Genova significa misurarsi con una città che è insieme memoria e futuro, radicamento e apertura internazionale, dove i processi di rigenerazione urbana incidono profondamente non solo sugli spazi ma anche sull’identità collettiva. Per IED è fondamentale costruire alleanze con istituzioni e realtà capaci di attivare esperienze concrete, in cui la formazione si intreccia con la responsabilità culturale e con uno sguardo autentico sul presente: è proprio in questo dialogo tra didattica, territorio e trasformazioni reali che la fotografia si afferma come strumento critico, capace di interpretare il cambiamento e restituirne la complessità».

 

«Abbiamo accolto con grande entusiasmo la sfida lanciata da IED Torino – sottolinea il direttore generale di Porto Antico di Genova Spa Vincenzo Monaco –. Vedere il Porto Antico, simbolo della rinascita del '92, e il nascente Waterfront di Levante attraverso gli occhi di sette giovani talenti della fotografia è un’opportunità straordinaria per guardare Genova con occhi nuovi, con prospettive non scontate. Il progetto L’orizzonte del desiderio non è solo una residenza artistica, ma un ponte tra la visione di Renzo Piano e la sensibilità delle nuove generazioni. Grazie a un percorso preparatorio di eccellenza, questi studenti non scatteranno semplici immagini, ma restituiranno l'anima e i riflessi della trasformazione urbana e dello spirito della città. Questo successo è frutto di una sinergia preziosa: ringrazio la Camera di Commercio, il Convention Bureau e il Comune di Genova per aver creduto da subito nell’iniziativa. La disponibilità riscontrata fin da subito nel Renzo Piano Building Workshop, nell’Archivio Leoni, nell’Acquario e nelle Botteghe Storiche dimostra quanto la città sia pronta a farsi narrare. Siamo certi che la mostra finale, prevista dopo la discussione delle tesi a giugno, saprà restituire ai genovesi e ai turisti una prospettiva inedita e affascinante su una Genova in continua evoluzione, tra innovazione e tradizione».

 

«Rigenerare non significa semplicemente intervenire sugli spazi fisici, ma ripensare le relazioni tra le parti della città, riattivare connessioni, costruire nuove prossimità – afferma l’assessora all’Urbanistica del Comune di Genova –. In una realtà come la nostra, il rapporto tra arco costiero e tessuto urbano è una delle questioni strutturali più rilevanti: per decenni il fronte mare è stato separato, frammentato, talvolta sottratto alla vita quotidiana della città. Oggi la sfida è ricucire, rendere permeabili i confini, trasformare il margine in spazio di relazione. Lo sguardo dei giovani fotografi rappresenta un contributo importante a questa riflessione. Aprire la città a nuove visioni significa rafforzare il dibattito pubblico sulle trasformazioni in corso e costruire maggiore consapevolezza collettiva».

 

«Il porto è uno dei grandi archivi viventi della nostra città: custodisce storie, partenze, lavoro, stratificazioni culturali e visioni di futuro – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova –. Accogliere a Genova giovani fotografi chiamati a interpretare questo spazio, significa riconoscere alla cultura un ruolo attivo nei processi di trasformazione urbana. La fotografia, con la sua capacità di fermare e interrogare il presente, diventa uno strumento prezioso per rileggere i luoghi e restituirne la complessità. Progetti come questo rafforzano il dialogo tra istituzioni, formazione e territorio e contribuiscono a costruire una narrazione contemporanea della città, capace di parlare alle nuove generazioni senza perdere il legame con la memoria».

 

«Partecipiamo a L’orizzonte del desiderio perché ne condividiamo pienamente gli obiettivi di rigenerazione del territorio attraverso lo sguardo dei giovani – aggiunge il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia –. Le ragioni di questa scelta sono chiare: gli interventi di riqualificazione urbana, governati con visione, generano un effetto a catena virtuoso che tocca l’economia, il turismo e la qualità della vita. Lo abbiamo visto con lo straordinario recupero del Porto Antico, da cui è partita la nuova vocazione turistica di Genova. Ci auguriamo che i ragionamenti in corso sul waterfront possano riprendere la mission di Porto Antico e darci un nuovo slancio verso il futuro».

 

«Per noi è importante essere parte di progetti che mettono in dialogo istituzioni, mondo della formazione e città perché crediamo nel valore dello sguardo delle nuove generazioni e nella capacità della cultura di accompagnare i processi di trasformazione urbana» – conclude Ilaria Alzona, Presidente di Convention Bureau Genova, che collabora al progetto offrendo il proprio supporto organizzativo e contribuendo alla valorizzazione del sistema di accoglienza della città – «La rigenerazione è un’infrastruttura culturale ed economica che incide sul tessuto della città, e il lavoro degli studenti di IED offre una lettura contemporanea e originale dei luoghi simbolo dello sviluppo presente e futuro di Genova».

 

Ultimo aggiornamento: 05/03/2026