
«È stato un martire del lavoro, della democrazia, della libertà»
«Bisogna usare bene le parole e capirne il significato: Guido Rossa è stato un martire. Un martire del lavoro, della democrazia, della libertà. Dirlo qui non è retorica: è ricordare che, quel giorno, uno di voi ha scelto di stare dalla parte giusta in un momento difficilissimo per il Paese. Come voi fate ogni giorno».
Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, intervenendo questa mattina al Magazzino Transiti dello stabilimento ex Ilva per la commemorazione di Guido Rossa, operaio dell’Italsider di Cornigliano e delegato sindacale FIOM-CGIL, assassinato dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.
«Guido Rossa ha scelto rischiando la vita, sapeva a cosa stava andando incontro e lo ha fatto lo stesso – ha aggiunto Salis – Erano anni in cui il terrorismo tentava di entrare nelle fabbriche, di piegare il lavoro alla paura, permettendo così di fare quel gioco strumentale e subdolo di accostare le lotte operaie al terrorismo. Il suo sacrificio fu l’inizio della fine delle Brigate Rosse e di quel racconto che, a qualcuno, faceva comodo. I luoghi di lavoro non sono mai neutri, ma sono avamposti di democrazia».
La sindaca ha inoltre ricordato quanto «l’amministrazione comunale tenga allo stabilimento ex Ilva, alla produzione industriale di Genova e alla dignità del lavoro che in quegli anni, in un momento tragico del Paese, ha fatto capire all’Italia quanto ci fosse bisogno delle lotte, quanto il lavoro fosse essenziale per la democrazia, quanto fosse fondamentale anche rischiare tutto, come ha fatto Guido Rossa».
Rivolgendosi agli studenti presenti alla cerimonia, Salis ha aggiunto: «La democrazia si sceglie ogni giorno e sono contenta di sapere che ci sono ragazze e ragazzi che oggi hanno chiesto di essere qui. Ogni gesto della vostra vita indebolisce o rafforza la democrazia. E ringrazio i professori, perché anche insegnare non è mai un’azione neutra: accompagnarvi oggi significa molto, sono certa che lo ricorderete per tutta la vita».
«Genova deve continuare a essere un luogo di democrazia, di libertà, di difesa del lavoro e dell’industria, che è un grande elemento di indipendenza di questo Paese – ha concluso la sindaca – Oggi ricordiamo un nostro grande concittadino che ha cambiato la storia del Paese e ha dato ulteriore dignità alla lotta operaia. Un sindacalista, un comunista che ha dato la vita per ricordarci che ci sono lotte che vale sempre la pena di combattere».



