L'ex ponte Morandi demolito con più di cinquecento chili di esplosivo

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Sei secondi per porre fine a una tragedia iniziata 10 mesi e 14 giorni fa. I monconi del ponte si sono adagiati sulla loro ombra: "E' andato tutto come ci aspettavamo. Da oggi Genova ricominica a correre per la sua crescita" dice il sindaco e commissario alla ricostruzione Marco Bucci

Tiziana Lanuti

Nel caldo di una assolata mattina d'estate, alle 9,37 del 28 giugno, i monconi est dell'ex ponte Morandi sono stati demoliti con 650  chili di dinamite  più 30 chili di Semtex, un esplosivo al plastico in dotazione all’Esercito. In sei secondi è crollato al suolo, davanti alle telecamere delle televisioni di mezzo mondo, agli obiettivi dei fotografi, agli occhi dei ministri Matteo Salvini, Luigi Di Maio ed Elisabetta Trenta, del sindaco Marco Bucci, del presidente della Regione Giovanni Toti, delle centinaia di cittadini che, di buon mattino, hanno raggiunto le colline di Coronata e del Belverdere. E dei giornalisti, tanti, che sono arrivati a Genova per raccontare l'ultimo atto di questa tragredia, iniziata con 43 vittime il 14 agosto 2018. 

 

"Oggi cambia lo skyline di Genova - ha commentato il sindaco Bucci, emozionato ma visibilmente soddisfatto -. La demolizione dei monconi est dell'ex ponte Morandi darà una accelerazione alla ricostruzione e alla crescita della città".

E' andato tutto come era stato previsto dai tecnici dell'Ati di demolizione (Omini, Fagioli, Ipe Progetti e Ireos) che, insieme con il tecnico esplosivista Danilo Coppe hanno portato a termine un'operazione "unica nel suo genere, mai fatta prima perchè questo ponte si trova nel centro di una città", ha spiegato Vittorio Omini, direttore tecnico dell'Ati.

 

"Tutto è andato bene e secondo quanto avevamo previsto" ha sottolineato Bucci, e questo risultato è frutto di una macchina organizzativa che ha funzionato in ogni particolare, sia da parte della Protezione Civile sia da parte dei demolitori.

 

Dal punto di vista tecnico, sull'impalcato sono stati posizionati dei vasconi, gli stessi anche sotto i monconi del ponte, pieni d’acqua che sono stati fatti esplodere  prima del cermento armato, in modo da “imbrigliare’ le polveri. 

Poi il lavoro - incredibile - della Protezione Civile: sono state evacuate più di 3.300 persone, residenti nel raggio di 300 metri dal luogo dell'esplosione. 

Sono stati allestititi dei punti di ritrovo in città - Palafiumara, San Bartolomeo della Certosa, Music for Peace, Centro Sportivo di Lago Figoi, Paladonbosco - dove poter trascorrere la giornata. E per i bambini si è mossa la solidarietà: il sindaco di Casella ha invitato le famiglie con figli a trascorrere la giornata in piscina, nel fresco: Amt ha messo a disposizione i mezzi per raggiungere il trenino in pazza Manin.

 

Il giorno più lungo di Genova è iniziato all'alba con il trasferimento dei residenti e si concluderà alle 22, quando, dopo che tutti i controlli delle centraline dell'Arpal avrranno dato esito positivo, il sindaco Bucci autorizzerà i cittadini al rientro nelle loro case. Prima di iniziare le operazioni di rientro Amiu laverà le strade nel perimetro della demolizione.

 

"Procede tutto per il meglio, la qualità dell'aria è monitorata e i risultati sono molto buoni. Sono confidente che stasera sarà tutto finito" ha detto Bucci nel primo punto stampa alle ore 15. 

 

"Da oggi Genova ricominia a correre per la sua crescita. Non è una ripartenza, perchè non ci siamo mai fermati" ha concluso il sindaco Bucci.

Ora la ricostruzione accelera, anche se "in realtà è già partita" hanno spiegato sia Bucci sia il governatore Toti: il cronoprogramma non cambia: appuntamento con il nuovo ponte ad aprile 2020.

 

Ultimo aggiornamento: 04/07/2019