
Accoglienza e integrazione al centro delle azioni dell’Amministrazione
La commissione consiliare, riunitasi oggi a Palazzo Tursi e dedicata alle politiche sociali, ha posto al centro dei lavori un tema di primaria importanza per l’azione amministrativa: le strategie di accoglienza e integrazione rivolte ai minori stranieri non accompagnati.
Nel corso dell’incontro, l’assessora ai Servizi Sociali Cristina Lodi ha tracciato un quadro ampio e dettagliato, illustrando dati aggiornati ed elementi rilevanti, insieme a un sistema di interventi che si sta progressivamente rafforzando e strutturando per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di questa fascia particolarmente vulnerabile della popolazione.
«La Commissione di oggi ha rappresentato un’importante occasione per confermare il lavoro svolto dalla nostra pubblica amministrazione, che fin dall’inizio ha investito con attenzione sul tema dei minori stranieri non accompagnati - ha spiegato l’assessora Cristina Lodi -. Un impegno che non si limita agli obblighi di accoglienza previsti dalla normativa, ma che si traduce in una reale opportunità per la città, fondata sulla conoscenza reciproca, sullo scambio e sulla crescita condivisa con questi ragazzi. Colgo l’occasione per ringraziare la Direzione delle Politiche Sociali con l’Ufficio Cittadini Senza Territorio ed il Pronto Intervento Sociale, il mondo del volontariato e gli enti del terzo settore che operano instancabilmente per costruire percorsi improntati alla dignità. Il tavolo convocato ieri in Prefettura, chiesto da noi, è stato particolarmente significativo perché ha segnato l’avvio di un percorso istituzionale che auspichiamo possa proseguire nel tempo, coinvolgendo tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con la vita di questi giovani. I presupposti per svolgere un buon lavoro ci sono, e per questo continueremo con determinazione su questa strada».
Alla seduta sono intervenuti, come auditi, rappresentanti del Forum ed enti del Terzo Settore, Tutori Riuniti, Ufficio Scolastico Regionale - Ambito Territoriale Genova, Defence for Children, Asl 3 e gestori delle comunità Sai.
Dall’inizio del 2026, il Pronto intervento sociale (PIS) è stato attivato per 110 ragazzi. Tra questi, 27 erano già presi in carico da altre città, dove sono stati riaccompagnati. Attualmente, il totale delle persone in carico è pari a 381, tra questi 75 neomaggiorenni per i quali si attivano specifici percorsi individualizzati verso l’autonomia.
Uno dei pilastri del sistema cittadino è rappresentato dal progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), recentemente ampliato per rispondere alla crescente domanda. L’intervento non si limita alla copertura dei bisogni primari come vitto, alloggio e vestiario, ma si sviluppa lungo più direttrici. Sono garantiti servizi di mediazione interculturale e supporto legale, oltre all’iscrizione al Servizio sanitario regionale e alla presa in carico delle necessità sanitarie. Grande attenzione è riservata all’istruzione, con percorsi di alfabetizzazione linguistica e accesso al sistema scolastico, così come alla formazione professionale attraverso centri dedicati, tirocini e borse lavoro. Il percorso si conclude con un accompagnamento verso l’uscita dai programmi di accoglienza, includendo il sostegno nella ricerca di una soluzione abitativa adeguata.
Particolare rilievo assume il progetto sviluppato in collaborazione con ASL3 e ANCI Liguria, finanziato con fondi FAMI, pensato per intercettare precocemente i bisogni sanitari, soprattutto quelli legati alla sfera psicologica e psichiatrica. Il piano prevede l’attivazione di un ambulatorio dedicato al primo screening sanitario per i minori di recente arrivo presi in carico dall’Ufficio Cittadini Senza Territorio. Accanto a questo, è stata strutturata un’équipe multidisciplinare composta da figure sanitarie e sociali con competenze specifiche in ambito psicologico, consultoriale, delle dipendenze e del trauma, con un approccio anche transculturale. A completare l’intervento, percorsi di formazione e supervisione rivolti agli operatori, oltre a iniziative di sensibilizzazione e diffusione di materiali informativi per rafforzare le competenze di chi lavora quotidianamente con situazioni di vulnerabilità.
È in fase di approvazione la proposta progettuale “Orizzonti di rinascita”, finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che punta a introdurre un servizio di pronta accoglienza temporanea. L’obiettivo è duplice: garantire protezione immediata e sperimentare modelli innovativi di presa in carico. Il progetto si propone di favorire l’inclusione delle nuove generazioni migranti, promuovere la partecipazione sociale e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità locali. Centrale sarà anche il monitoraggio sistematico dei bisogni e delle potenzialità dei giovani accolti, con l’intento di trasformare l’accoglienza in uno strumento di crescita e integrazione, oltre che di risposta alle necessità di base. Non manca una dimensione culturale e comunicativa: tra gli obiettivi figura anche la promozione di una narrazione diversa del fenomeno migratorio nel contesto genovese.
Sul fronte educativo, è attiva la collaborazione con i CPIA per favorire un inserimento rapido nei percorsi di alfabetizzazione e il conseguimento del titolo di studio di primo livello. In questo ambito si inserisce anche il progetto “Nuovi Percorsi”, che coinvolge mediatori culturali ed educatori professionali a supporto dell’integrazione scolastica.
Parallelamente, è stato avviato un confronto con il mondo dell’associazionismo impegnato nell’insegnamento dell’italiano, con l’obiettivo di arrivare a un protocollo condiviso che coinvolga anche l’Ufficio provinciale dell’istruzione.
Infine, sebbene rivolti prevalentemente agli adulti, alcuni programmi legati all’inserimento lavorativo - come “Find Your Groove”, “Common Ground” e “IRIS” - rappresentano opportunità concrete anche per i neomaggiorenni, facilitando il passaggio verso l’indipendenza economica.
