
Focus sul contrasto al burnout. Obiettivo: valorizzare il ruolo cruciale del personale educativo
Si è tenuto a Palazzo Tursi un importante momento di formazione rivolto alle educatrici e alle insegnanti dei servizi educativi 0-6 del Comune di Genova.
L’incontro, centrato sul tema del burnout, ha offerto una riflessione approfondita su una sindrome che colpisce, secondo le stime, circa il 50% del personale docente, manifestandosi attraverso esaurimento emotivo, depersonalizzazione e una ridotta percezione di realizzazione professionale.
Ad accogliere le partecipanti, portando i saluti dell'Amministrazione, è stata l'assessora ai Servizi educativi del Comune di Genova, Rita Bruzzone, che ha espresso parole di profonda gratitudine per l’impegno profuso quotidianamente dal corpo docente. «Sono molto soddisfatta di questo momento di formazione – ha commentato l'assessora Bruzzone – Credo fermamente nell'importanza di investire sulla preparazione dei nostri insegnanti, specialmente quando si affronta un tema sensibile e attuale come il burnout. Non possiamo limitarci a guardare esclusivamente ai bisogni dei bambini, pur essendo essi la nostra priorità assoluta: per garantire un’educazione di qualità, è indispensabile mettere al centro anche il benessere e il sostegno delle nostre educatrici, che rappresentano il cuore pulsante del nostro sistema educativo. L’incontro di oggi rappresenta un tassello di un più ampio impegno del Comune di Genova verso la valorizzazione della figura professionale dell'insegnante, riconoscendo che la salute emotiva di chi educa è il presupposto fondamentale per la crescita e la formazione delle nuove generazioni».
Il fenomeno del burnout, alimentato da fattori critici quali classi numerose, un carico burocratico crescente, la complessità delle relazioni con le famiglie e una percezione di insufficiente supporto sistemico, è stato analizzato dal prof. Gaetano Cotena, docente di Interventi psicoeducativi all’Università di Genova, psicologo e psicoterapeuta.
«In questa giornata di formazione – ha dichiarato il professor Cotena – abbiamo cercato di rispondere all'interrogativo più ricorrente nelle scuole: come affrontare l'emotività, l'isolamento e la ribellione dei bambini. Abbiamo esplorato tre direttrici fondamentali: l'apprendimento del bambino, il vissuto dell'adulto – figura centrale nel processo educativo – e la dotazione di strumenti concreti per gestire le molteplici sfumature emotive che i docenti incontrano quotidianamente». Il prof. Cotena ha inoltre evidenziato come il burnout trovi terreno fertile in uno scollamento sistemico, perché spesso si chiede ai docenti di educare all'autocontrollo, alla gestione delle emozioni e all'accoglienza dell'altro, operando però all'interno di un sistema di selezione e formazione che non sempre fornisce le competenze necessarie per sostenere un carico così delicato. A questo si sommano la perdita di potere istituzionale e il mutato ruolo sociale dell'insegnante, elementi che pesano sul benessere psicofisico di chi opera nella scuola.

