
«Dopo un lungo iter, segnato da incontri e assemblee pubbliche con residenti e associazioni ambientaliste, e numerosi tavoli tecnici con Aster e Soprintendenza, siamo felici di annunciare, prossimamente, la riapertura dell’ultimo tratto di via Carso e l’ordine al privato, da parte del Comune di Genova, di abbattere e ripiantumare, entro il 18 aprile, i due bagolari gravemente danneggiati durante i lavori di scavo funzionali alla realizzazione di una nuova cabina elettrica nel Parco delle Mura».
Lo dichiara l’assessora comunale all’Urbanistica e al Verde urbano, Francesca Coppola.
«Imponendo al privato la rimessione in pristino dello stato dei luoghi, gravemente danneggiati nel quadro di lavori eseguiti in spregio delle norme stabilite dal Regolamento comunale del Verde e in assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica, mettiamo ancora una volta al centro della nostra attività amministrativa la tutela dell’interesse pubblico», spiega l’assessora Coppola, che sottolinea come «la ripiantumazione dei due bagolari gravemente danneggiati dagli scavi, da un lato testimonia la nostra attenzione alla tutela del patrimonio arboreo urbano, con la fondamentale collaborazione delle cittadine e dei cittadini che ci hanno aiutato ad affrontare e risolvere una questione così importante, nel quadro di un percorso condiviso e improntato all’ascolto e al dialogo con il territorio; dall’altro, ci consentirà finalmente di riaprire il tratto di via Carso che, negli ultimi mesi, è stato interdetto al transito privato con grave nocumento alla vita quotidiana dei residenti». In base ai rilievi tecnici effettuati da Aster su richiesta dell’Amministrazione, risulta infatti “evidente il danneggiamento degli apparati radicali” dei due esemplari di bagolaro. In particolare, le radici risultano “strappate con il mezzo meccanico durante lo scavo”, presentando “danni radicali marcati” che ne hanno comportato, rispettivamente, l’inserimento nelle classi di propensione al cedimento C/D (grave) e D (estrema). Il primo bagolaro andrà sostituito e messo a dimora nello stesso punto, mentre il secondo esemplare dovrà essere posizionato in altro sito idoneo. Secondo il parere vincolante espresso dalla Soprintendenza, le nuove piante dovranno avere una circonferenza del tronco non inferiore a 18 cm, misurati all’altezza di 130 cm dal colletto. Tutti gli oneri saranno a carico del soggetto privato destinatario del provvedimento.
