
Sequestrati due etti di cocaina, crack e oltre ottomila euro
Prosegue la lotta allo spaccio di droga in città. Ieri, martedì 30 dicembre, agenti della Polizia Locale hanno arrestato un cittadino senegalese classe 1986, da poco trasferitosi nel territorio genovese, accusato di detenzione di droga finalizzata allo spaccio, reato previsto dall’articolo 73 del Testo Unico sugli stupefacenti.
L’operazione rappresenta il punto di arrivo di un’indagine avviata questo mese dalla Polizia Locale, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, durante la quale gli investigatori avevano individuato una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti da parte dell’arrestato. Attraverso una paziente attività di osservazione, controllo e pedinamento, era emerso come l’uomo svolgesse un doppio ruolo: da un lato riforniva diversi venditori attivi nelle strade del centro storico genovese, dall’altro cedeva direttamente le dosi a vari consumatori. Per nascondere la merce si serviva di un alloggio di edilizia popolare in via Sbarbaro, mentre per spostarsi utilizzava abitualmente l’auto intestata e condotta dalla moglie, cittadina italiana. Su delega della Procura, ieri mattina è scattato il decreto di perquisizione che ha interessato più abitazioni riconducibili al sospettato.
Gli agenti si sono appostati nei pressi del palazzo di via Sbarbaro e hanno atteso l’arrivo della vettura guidata dalla donna. Quando l’uomo è salito a bordo, è stato immediatamente bloccato. All’interno del veicolo è stato trovato circa un etto di cocaina in polvere, divisi in due panetti, destinati verosimilmente al rifornimento dei pusher operativi nel centro cittadino. La successiva ispezione dell’appartamento ha portato alla scoperta di altre 156 dosi già confezionate, tra cocaina e crack, pronte per la vendita al dettaglio. Complessivamente il sequestro ammonta a circa due etti di cocaina. In casa sono stati inoltre recuperati 8.199 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, insieme a diversi materiali e strumenti per la preparazione, il taglio ed il confezionamento degli stupefacenti, confermando le deduzioni degli operanti sul ruolo dell'arrestato sia come fornitore di sostanze stupefacenti degli spacciatori da strada sia come spacciatore al dettaglio.
Informato dell’arresto, il pm di turno ha disposto la traduzione del trentottenne nel carcere di Marassi, dove rimarrà in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari. Parallelamente resta al vaglio degli inquirenti la posizione della moglie, sospettata di aver favorito l’attività del marito.
Le cessioni ai pusher avvenivano soprattutto nelle zone limitrofe al centro storico, come piazza Portello e via Caffaro, mentre gli scambi con i clienti finali si concentravano tra il Ghetto, via di Prè e l’area di piazza Santa Fede, gli stessi quartieri in cui operavano anche i venditori riforniti dall’uomo.
Si precisa che resta salva la presunzione di innocenza, per cui tutti gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.
«Questo arresto è l’ennesimo risultato di grande rilievo ottenuto dalla Polizia Locale e conferma quanto siano fondamentali la costanza e la qualità del lavoro di verifica e controllo svolto quotidianamente sul territorio - sottolinea Arianna Viscogliosi, assessora a Sicurezza e Polizia Locale del Comune di Genova -. Non si tratta di interventi estemporanei, ma dell’esito di un’attività investigativa attenta, paziente e strutturata, condotta in stretta sinergia con la Procura della Repubblica. Il presidio continuo del centro storico e delle aree più sensibili, unito al monitoraggio dei movimenti sospetti e alla capacità di leggere i segnali che arrivano dal territorio, consente di smantellare reti di spaccio che minano la sicurezza dei nostri quartieri e alimentano degrado e illegalità. Ringrazio le donne e gli uomini della Polizia Locale per la professionalità e la dedizione dimostrate. Continueremo a investire in controlli mirati e in una presenza sempre più costante per tutelare i cittadini e restituire legalità ai luoghi più colpiti dal fenomeno dello spaccio e non solo».

