
Assessora Viscogliosi: «Questi risultati confermano l’impegno quotidiano della nostra amministrazione per la sicurezza e il presidio di tutto il territorio cittadino, grazie al lavoro costante della polizia locale. Un plauso particolare al Nucleo Reati Predatori e a tutti gli agenti per la professionalità e la dedizione con cui svolgono un’attività complessa che porta a risultati concreti»
Proseguono a pieno ritmo i servizi di prevenzione e contrasto ai reati predatori condotti dalla polizia locale a tutela di residenti, visitatori e attività commerciali. Gli interventi, che si inseriscono nell’ambito del Piano Sicurezza Urbana 2026, coinvolgono in prima linea il Nucleo Reati Predatori attraverso servizi di osservazione, pattugliamento e una costante sinergia tra gli agenti sul territorio e gli operatori della centrale di videosorveglianza cittadina.
«L’esito di questi interventi dimostra ancora una volta l’efficacia dell’integrazione tra tecnologia all’avanguardia e la presenza professionale delle nostre pattuglie sul territorio. Grazie al Piano Sicurezza Urbana 2026 stiamo garantendo un presidio capillare e costante nelle aree più sensibili della città, dai nodi del trasporto pubblico alle zone commerciali fino ai quartieri residenziali – commenta l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi - Ringrazio gli agenti del Nucleo Reati Predatori e gli operatori della videosorveglianza per la dedizione e la tempestività con cui operano quotidianamente per tutelare i cittadini e i commercianti genovesi, riaffermando che a Genova non c’è spazio per l’illegalità».
Le ultime operazioni si sono concluse con l’arresto di quattro persone per due distinti episodi di furto, con la denuncia di altre due persone per ricettazione e col recupero di uno scooter rubato, subito restituito al proprietario. Il primo intervento è scattato in via Fanti d’Italia, nei pressi del terminal degli autobus Flixbus.
Durante un servizio mirato alla prevenzione dei furti ai danni dei viaggiatori, l’attenzione degli agenti è stata attirata da due uomini, uno dei quali già noto alle forze dell’ordine. Mentre il complice gli copriva le spalle, uno dei malviventi ha cercato di sfilare lo smartphone dalla tasca di una passeggera, che però si è accorta del gesto e lo ha bloccato in tempo. Poco dopo, i due sono riusciti a sottrarre il portafoglio a un altro passeggero.
Gli agenti sono subito intervenuti bloccandoli e arrestandoli in flagranza per furto con destrezza in concorso. A seguito del processo per direttissima, il giudice ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, in via Roccatagliata Ceccardi, la videosorveglianza ha immortalato un uomo mentre ispezionava vetrine e auto in sosta con una torcia. Raggiunto da un complice, i due hanno forzato la saracinesca di un negozio e rubato contanti, ma l'intervento delle pattuglie li ha bloccati in flagranza. Per uno di loro si sono spalancate le porte del carcere, mentre l'altro è finito ai domiciliari.
Nei giorni successivi, però, l’uomo ai domiciliari ha violato più volte la misura: sorpreso due volte fuori casa tra il 12 e il 13 ottobre, il 15 ottobre è finito definitivamente in carcere dopo l'aggravamento della misura eseguito dal Nucleo Reati Predatori.
Infine, il 14 ottobre, un’operazione investigativa ha consentito di individuare uno scooter rubato. Attraverso l'analisi dei sistemi di lettura targhe e delle immagini della videosorveglianza, gli agenti hanno tracciato gli spostamenti del mezzo lungo via Gramsci in direzione ponente, identificando le due persone a bordo. Le ricerche si sono concentrate nel quartiere di Begato dove, grazie al coordinamento delle telecamere, lo scooter è stato rinvenuto parcheggiato in una strada secondaria. A seguito di un servizio di appostamento, i due occupanti sono stati fermati e denunciati a piede libero per l'ipotesi di ricettazione. Il veicolo è stato restituito al legittimo proprietario.
Si ricorda che le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nel corso dei rispettivi procedimenti penali e che le stesse sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
