Il Nido Mongolfiera si presenta
Dove siamo
Il nido d'infanzia Mongolfiera è situata a Sampierdarena in via Paolo Reti n. 25b, si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici ed è vicino alla stazione ferroviaria. Vi si accede attraversando a piedi i giardini pubblici Pavanello.
Chi siamo
Il nido aderisce alla Città Creativa in quanto scuola tematica della Psicomotricità. Attraverso attività mirate di movimento, prima forma di scoperta per i bambini di questa età, contribuiamo alla loro crescita armonica nonchè al loro sviluppo psicofisico. Vengono quotidianamente proposte attività di narrazione, attività grafico pittoriche e musicali.
I nostri spazi
Il nido è collocato all’interno di un grande edificio di tre piani: al piano fondi si trovano la cucina e i locali di servizio; al piano terra, un salone di ingresso; al primo piano, le tre sezioni, piccoli, medi e grandi dove si svolge la vita del nido.
Ogni sezione è polifunzionale e sono presenti due grandi terrazzi ombreggiati. Gli spazi e gli ambienti accolgono attività organizzate (grafico pittoriche, logico matematiche, narrazione) e gioco libero, simbolico e strutturato.
La nostra proposta educativa
Cosa c’è la fuori? A piccoli passi lo scopriremo insieme
Il tema conduttore di questo nuovo anno scolastico sarà la scoperta. In particolare, il lavoro sarà rivolto alla sperimentazione che i bambini potranno fare nell’ambiente (indoor e outdoor), in cui ogni campo di esperienza verrà coinvolto e le attività pratiche diventeranno importanti strumenti per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. Verranno proposte attività mirate quali: uscite all’aperto nel quartiere, narrazione, drammatizzazione, attività grafico-pittorica, attività ludico-motoria, attività di manipolazione e gioco simbolico. In continuità con gli anni passati, prosegue il laboratorio settimanale di “Psicomotricità”, che si arricchirà con percorsi outdoor. La centralità e le potenzialità del corpo (gioco, movimento, gesto, sguardo, etc..) sono elementi essenziali nella costruzione del Sé. In questo contesto, l’adulto si pone come modello che non anticipa o si sovrappone al bambino, ma che sa stare in ascolto e “sintonizzarsi” con lui, in un dialogo fatto di rispecchiamenti e trasformazioni, dentro contesti e contenitori sicuri e facilitanti.