Cultura: oggi alla Sala Sivori la prima nazionale di “Tabarca – La Storia del mare che unisce”

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20/03/2022
l'ingresso della sala Sivori

Nel giorno della Festa della Repubblica di Tunisia, si rinnova il legame tra Genova e Tabarka, attraverso l'epopea dei tabarchini.

Chiara Barbieri

Nel solco delle iniziative che ricordano l’epopea tabarchina, la via del Corallo e rinnovano il gemellaggio tra i Comuni di Genova, Calasetta e Carloforte si inserisce la proiezione di questo pomeriggio, in prima nazionale, del docufilm “Tabarca-La Storia del mare che unisce”, alla Sala Sivori.

 

L’evento, patrocinato dal Comune di Genova, è la prosecuzione della conferenza al Galata Museo del Mare, che si è svolta lo scorso 27 febbraio. La proiezione è stata realizzata in occasione della festa della Repubblica di Tunisia-66esimo anniversario all’indipendenza della Francia, d’intesa e in collaborazione con il Consolato di Tunisia a Genova, la Compagnia Genovese d’Oltremare e il Mu.MA e ha il patrocinio anche di Regione Liguria e Città Metropolitana di Genova.

 

«Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo docufilm nato dalla collaborazione di tante persone - ha detto l’assessore alla Cultura Barbara Grosso, intervenuta prima della proiezione portando i saluti della giunta comunale - il docufilm ricorda e immortala una parte importante della nostra storia e l’amicizia tra comunità legate dal mare, un rapporto secolare suggellato da un gemellaggio che come amministrazione stiamo portando avanti con varie iniziative e che vogliamo valorizzare» .

 

All’evento hanno partecipato, oltre all’assessore alla Cultura Barbara Grosso, il consigliere comunale Mario Mascia, il Console di Tunisia a Genova Omar Amine Abdallah, il presidente della Compagnia Genovese d’Oltremare Enrico Ottonello Lomellini di Tabarca il regista italo-tunisino Habib Mestiri, il produttore Ennio Pontis ed altre Autorità.

 

«Oggi nel giorno dell’indipendenza della Tunisia ricordiamo il legame che ci accomuna attraverso la comunità tabarchina, che partita da Genova sotto la bandiera di San Giorgio, che festeggeremo il prossimo 23 aprile, ha saputo resistere a tante vicissitudini, senza mai dimenticare la propria identità, ma ben integrandosi con le terre che l’hanno ospitata nei secoli», ha spiegato il consigliere Mascia, promotore, attraverso una mozione nel 2019 in consiglio comunale, dell’istituzione della Festa della bandiera di San Giorgio.

 

A moderare l’evento Maurizio Daccà, componente del cda del Mu.MA. Il lungometraggio è prodotto dalla italiana 7th Art International Agency. «Una testimonianza importante – spiega Maurizio Daccà - del glorioso passato della Repubblica di Genova in terra d’oltremare e del legame culturale, economico e sociale che ha legato per secoli le due comunità genovese e tunisina, e che ancora oggi, nonostante difficoltà e tribolazioni, continua ad essere fonte di ispirazione per la realizzazione di progetti di integrazione nel comune sentimento di fratellanza e amicizia tra i popoli che vivono e prosperano tra le due sponde del Mediterraneo».

 

In occasione della festa della Repubblica di Tunisia, questa sera, saranno illuminati con i colori bianco e rosso i due monumenti simbolo della città di Genova: la fontana di De Ferrari e la Lanterna.

CENNI STORICI

A seguito del trattato siglato nel 1535, il Re di Spagna Carlo V ottenne dal Bey di Tunisi il diritto di occupare l'isola di Tabarca e parte della costa al fine di esercitarvi l’attività di pesca e commercio del corallo. L'imperatore spagnolo, per effetto di un accordo con la nobile famiglia Lomellini di Pegli, diede in concessione a quest'ultima la stessa isola. Sulla base di questo accordo nel 1543 i Lomellini condussero sull’isola i pescatori pegliesi fondando così, per una durata di 200 anni, l'insediamento che darà vita a quella che ora noi chiamiamo “Epopea Tabarchina” perché nel corso di quasi 500 anni, dopo varie traversie, il popolo tabarchino è riuscito a mantenere inalterati i suoi usi, costumi, tradizioni e lingua. Negli ultimi tempi, proprio in funzione di quanto questo popolo si sia distinto nell’area Mediterranea, con la fondazione degli insediamenti di Carloforte, Calasetta e Nueva Tabarca, dopo anni di lavoro e ricerche si è giunti a proporre all’UNESCO il riconoscimento della storia del Popolo Tabarchino come “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Dovendo colonizzare l’isola i Lomellini, che avevano a Pegli notevoli possedimenti, trovarono naturale inviare la popolazione locale, formata da semplici pescatori ma tutti dotati della caratteristica genovese di allora di essere particolarmente aperti al commercio e all’avventura. E così quasi trecento famiglie pegliesi, per un totale di circa mille persone, presero il mare, proprio da Pegli, e nel 1542 coraggiosamente si trasferirono a Tabarca, dove nel frattempo gli stessi Lomellini avevano provveduto ad installare un discreto presidio militare nel bel forte in vetta all’isola che si può ammirare ancor oggi. I Lomellini assunsero il diritto di nominare un amministratore di fiducia, con poteri quasi politici, che assunse a tutti gli effetti la carica di Governatore, e un ramo della famiglia mutò il cognome in Lomellini di Tabarca. Sull’isola i coloni si dedicarono alla pesca del corallo, che poteva essere venduto solo ai Lomellini, i quali a loro volta lo rivendevano sul mercato genovese. L’azienda di Tabarca produsse i suoi frutti per molto tempo, fino a quando i banchi di corallo non si impoverirono e l’isola venne ceduta in subappalto. Verso la metà del XVIII secolo i rapporti fra i Genovesi e i Saraceni andarono a deteriorarsi sempre più. Nel 1741, con un colpo di mano, il Bey di Tunisi invase l’isola, distrusse le abitazioni dei coloni, ne ridusse un gran numero in schiavitù e si rimpossessò definitivamente di Tabarca, sancendo così la fine dell’egemonia genovese e della famiglia Lomellini.

Gli aspetti culturali e storici sono di un enorme interesse e rilevanza, in quanto sono la classica rappresentazione della valenza del Mar Mediterraneo quale mezzo di unione tra le terre che vi si affacciano. Cosa che è sempre stata, nel bene e nel male, un luogo di incontro/scontro che ha promosso lo sviluppo di una grande cultura. La storia che si racconta ne rappresenta appunto l’esempio. Inoltre, i Tabarquins o “Tabarchini”, come venivano chiamati nei registri tunisini fino alla fine del diciottesimo secolo, crearono una società originale che prese in prestito dall'ambiente locale alcuni dei suoi stili di vita ed elementi della sua cultura. Molti di loro, le cui élite sono diventate bilingue, hanno avuto la loro lingua madre arricchita con parole e concetti presi in prestito dalla lingua araba e dai popoli nativi. Ciò ha permesso ad alcuni, quando la stazione commerciale fu distrutta nel 1741, di integrarsi nella società tunisina, trovare posti di lavoro nella misura delle loro competenze e formare il nucleo della comunità cristiana di Tunisi, rimanendo in contatto con chi, spostandosi dalla Tunisia, ha fondato le tre “nuove” Tabarka, Carloforte e Calasetta, in due isole nel sud-ovest della Sardegna e Nueva Tabarca, al largo di Alicante, in Spagna. I “tabarchini d’oltremare” non hanno mai dimenticato la loro patria africana e dal 2008 i legami sono stati stretti con Tabarka. Innumerevoli sono le testimonianze culturali della storia che hanno condiviso per due secoli con Tabarka e l’entroterra in molte aree, come l’utilizzo del “tabarchino”, un linguaggio riconosciuto dalla Sardegna come lingua minoritaria, canzoni che parlano di orizzonti lontani, cucina, la produzione di couscous, “il cahscà” e molti altri piatti fatti in casa, pubblicazioni accademiche e divulgative, romanzi storici, articoli mediatici dei nostri tre paesi, Italia, Spagna e, naturalmente, Tunisia, ma anche conferenze e proiezioni in ogni città sulle città sorelle, incontri, viaggi di riunione, il gemellaggio tra Tabarka e Carloforte e presto tra le 5 città Tabarchine, perché Pegli, una piccola città ligure, oggi il 7 ° distretto di Genova, da cui i primi genovesi partirono per Tabarka nel 1544, rivendica la sua quota di “Tabarchitudine”. Il film sarà anche l'occasione per documentare alcuni progetti culturali proposti dai tabarchini su entrambe le sponde, come il progetto gastronomico “Sapori e conoscenza tabarchina”, un'opera teatrale di giovani tunisini che racconterà la storia piena di alti e bassi dei Tabarchini, e che verrà interpretata in italiano e spagnolo e arabo. Si ritiene che il prodotto potrà avere una grande diffusione visto che già in partenza la storia narrata coinvolge tre Paesi: Italia, Tunisia, Spagna. 7th Art International Agency La Società produttrice italiana 7th Art International Agency è da sempre orientata alla realizzazione di prodotti culturali e filmici che riguardino il bacino mediterraneo, tant’è che da molti anni è curatrice del “Levante International Film Festival”. In questa ottica ha preso visione prima, e acquisito poi, i diritti di utilizzazione del soggetto e degli elaborati della docu-fiction “Tabarca – La Storia del mare che unisce”, progetto realizzato in collaborazione con la Compagnia Genovese d’Oltremare e a cui è interessata anche la Free Productions, società di produzione tunisina. Insieme si sono valutati i risvolti culturali, storici e quelli di diffusione del prodotto, decidendo di sviluppare il progetto da realizzare in coproduzione.

La Società produttrice italiana 7th Art International Agency è da sempre orientata alla realizzazione di prodotti culturali e filmici che riguardino il bacino mediterraneo, tant’è che da molti anni è curatrice del “Levante International Film Festival”. In questa ottica ha preso visione prima, e acquisito poi, i diritti di utilizzazione del soggetto e degli elaborati della docu-fiction “Tabarca – La Storia del mare che unisce”, progetto realizzato in collaborazione con la Compagnia Genovese d’Oltremare e a cui è interessata anche la Free Productions, società di produzione tunisina. Insieme si sono valutati i risvolti culturali, storici e quelli di diffusione del prodotto, decidendo di sviluppare il progetto da realizzare in coproduzione.

Ultimo aggiornamento: 22/03/2022