Consiglio comunale del 22 settembre

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Articolo del
22/09/2026
sala rossa
Manuela D'Angelo

Dopo la discussione degli articoli 54, Interrogazioni a risposta immediata, alle 15 è iniziato il Consiglio comunale con 35 presenti.

 

La conferenza dei capigruppo in mattinata ha licenziato due documenti fuori sacco.

 

Il primo in discussione è stato l’ordine del giorno straordinario ad oggetto “Manifestazione Sestri Ponente” presentata dai gruppi di Lega e Fratelli d’Italia. Nell’atto si ripercorre la serata di lunedì 6 luglio, quando si è svolta a Sestri Ponente una fiaccolata per la sicurezza, a cui hanno partecipato anche semplici cittadini, famiglie, lavoratori e commercianti, ma durante la quale si sono verificati scontri, che hanno coinvolto giornalisti e fotografi. Con questo odg si chiede al Consiglio comunale di esprimere solidarietà e vicinanza “a tutti i cittadini che, in piena libertà e senza alcun fondamento politico-partitico, hanno partecipato alla manifestazione e si sono sentiti tacciati di fascismo” e si impegna la sindaca e la Giunta a “Condannare con fermezza e assoluto rigore ogni forma di violenza, sia essa fisica, verbale, social o espressa attraverso gesti intimidatori e/o denigratori che hanno come unico scopo la provocazione e lo scontro, promuovendo la cultura del rispetto, del dialogo civile e della legalità all'interno del territorio comunale ed assicurando ai cittadini il pieno diritto di manifestare le proprie preoccupazioni”. A nome della Giunta il vicesindaco Alessandro Terrile ha espresso solidarietà a chi, in quella sede, è stato aggredito e ha condannato qualunque tipo di violenza. Tuttavia ha espresso parere contrario al documento, che di fatto, ha detto Terrile “Cerca di rinfocolare le tensione e fare una sorta di pagella di buoni e cattivi, e non serve, ad oggi, ad abbassare la tensione”. Il vice sindaco ha anche ricordato che la sicurezza è priorità per l’Amministrazione “Lo dimostra- ha detto sempre Terrile- il fatto che oggi la sindaca è assente perché a Roma a discutere con il ministro proprio di questo tema. Infine, su Sestri continueremo a lavorare, affinché la mediazione culturale, l’integrazione e le attività sociali aumentino la vivibilità di quel quartiere”. La vice presidente del Consiglio comunale Francesca Ghio ha quindi posto in votazione l’ordine del giorno straordinario, che è stato respinto con 23 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli dell’opposizione.

 

Il secondo ordine del giorno straordinario ad oggetto “Tutela e potenziamento dei consultori e dei Centri Giovani di Genova, e rafforzamento dei servizi ostetrici territoriali” è stato presentato dai gruppi di maggioranza. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Sollecitare formalmente Regione Liguria e ATS Liguria affinché garantiscano il ripristino stabile e continuativo dell'attività ginecologica presso il Centro Giovani di Fiumara, evitando progressivi accentramenti delle prestazioni presso altre strutture cittadine; richiedere a Regione Liguria e ATS Liguria l'adozione di un piano strategico per il rafforzamento dei Centri Giovani di Genova, affinché ciascun presidio disponga della dotazione organica necessaria a tutelarne la funzione di servizio pubblico di prossimità per adolescenti e giovani; promuovere presso le competenti sedi regionali che nei consultori e nei Centri Giovani siano sempre attivi percorsi informativi e di assistenza tempestivi e trasparenti, con particolare riguardo alla tutela dei minorenni; richiedere un piano straordinario di assunzioni per il personale ostetrico, volto ad adeguare gli organici nei consultori, nei percorsi nascita, negli ambulatori per la gravidanza a basso rischio e nell'assistenza domiciliare; richiedere alla Giunta Regionale un quadro valutativo sugli impatti territoriali della riorganizzazione sanitaria e dell'istituzione di ATS Liguria, verificando se e in che misura il nuovo assetto abbia incrementato le risorse assegnate alla rete dei consultori e dei Centri Giovani genovesi; strutturare, nell'ambito delle attribuzioni comunali e del confronto istituzionale con la Regione, un tavolo di monitoraggio periodico sullo stato dei consultori e dei servizi sociosanitari locali, garantendo il coinvolgimento dei Municipi, delle rappresentanze dei lavoratori, degli operatori del settore e delle realtà territoriali”. A nome della Giunta l’assessora al Welfare Cristina Lodi ha espresso parere positivo all’ordine del giorno che è stato posto in votazione e approvato con 22 voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione si è astenuta. Si è poi proceduto alla discussione dell’ordine del giorno, che vede 4 mozioni. La prima, ad oggetto “Istituzione di un presidio fisso di sicurezza nella zona della Darsena, Corso Italia e contestuale monitoraggio per l'estensione ad altre aree critiche del territorio comunale” è stata presentata dai consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta a “Proseguire con il presidio in Darsena e, nel mentre, verificare l’impatto della presenza della Marina Mercantile per comprendere come successivamente procedere nel mantenimento di tale presidio; farsi promotori dell'istituzione di un simile presidio nella zona di Corso Italia, con funzione di deterrenza, controllo del territorio e pronto intervento nel corso dei prossimi mesi estivi; avviare un tavolo tecnico di monitoraggio per mappare e analizzare le criticità di altri quartieri e quadranti cittadini (sia nel centro storico che nelle periferie), al fine di valutare la fattibilità e l'opportunità di istituire presidi simili a quello della Darsena, tra cui Cornigliano; valutare, seguendo le apposite procedure, l’utilizzo dell’esercito in tali presidi”. Su questo testo sono stati presentati un ordine del giorno firmato dalla Lega e 4 emendamenti, di cui tre del Pd e uno di Avs, tutti appoggiati dall’intera maggioranza. Il Consiglio comunale è stato sospeso per 10 minuti per permettere ai proponenti della mozione di valutare gli emendamenti e concordare le modifiche. Alla fine gli emendamenti sono stati tutti accolti. A nome della Giunta l’assessora Cristina Lodi ha espresso parere positivo alla mozione così come emendata e parere negativo all’ordine del giorno. I voti dell’aula quindi sono stati: respinto l’odg con 21 voti contrati della maggioranza, e 11 a favore dell’opposizione. Voto unanime, invece, per la mozione, che è stata approvata.

 

È stata poi discussa la mozione numero 55 ad oggetto “Festività 12 marzo: Risoluzione europea contro gli stereotipi di genere” presentata dalla consigliera di Riformiamo Genova Maria Luisa Centofanti. Con questo atto si impegna sindaca e Giunta ad “Istituire, affinché il Comune di Genova diventi esempio virtuoso, il 12 marzo di ogni anno quale giornata comunale a ricordo della Risoluzione Europea contro gli stereotipi di genere a studiare una serie di iniziative volte a rendere attuativa la risoluzione citata che trascenda la mera celebrazione del giorno, ma si traduca in azioni concrete a supporto dell’equità di Genere. A promuovere con gli istituti scolastici e di formazione iniziative volte a diffondere la cultura dell’equità di genere tra i minori, come valore legato al mondo del lavoro, a quello sociale e quello della intercambiabilità dei ruoli genitoriali. A organizzare eventi formativi ai lavoratori volti a diffondere e fare proprio il concetto di equità, per cui i membri della nostra collettività si considerino allo stesso modo, con medesimi diritti e valori nel contesto lavorativo, sociale e familiare”. Durante la discussione, che sul tema è stata molto accesa, il Consiglio comunale è stato sospeso dalla vice presidente Francesca Ghio per convocare una capigruppo. Al rientro in aula l’opposizione ha deciso di abbandonare l’aula facendo decadere tutti gli emendamenti presentati. A nome della Giunta l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone ha espresso parere favorevole alla mozione, che è stata votata dalla sola maggioranza con 21 voti favorevoli. Rinviate le ultime due mozioni, su proposta dei proponenti, il Consiglio si è chiuso alle 20,05.

ARTICOLI 54, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

«Gli interventi in piazza Corvetto rientrano nelle opere che Cociv sta realizzando nell’ambito del Nodo Ferroviario di Genova e del Terzo Valico, un progetto infrastrutturale che da anni coinvolge la nostra città, in particolare il centro. Per garantire un coordinamento costante abbiamo istituito una cabina di regia, che coordino da sedici mesi, nella quale facciamo periodicamente il punto sull’avanzamento delle opere di RFI e Cociv, soggetto esecutore, e sulle interferenze con i cantieri comunali, le aziende partecipate e le diverse direzioni dell’Amministrazione. Il sestuplicamento della tratta Principe-Brignole è ormai in fase di ultimazione, con la certificazione propedeutica alle successive fasi di attivazione. In piazza Corvetto il pozzo è stato completato e sono in corso le interlocuzioni con Ireti per avviare la posa definitiva dell’acquedotto. Terminata questa fase e completati i sottoservizi, sarà possibile ridurre l’estensione del cantiere, procedere al riposizionamento della porzione del muro storico e sistemare a verde le aree circostanti. Il leccio presente in precedenza è stato espiantato ad agosto. Cociv ci ha comunicato che sono in corso la valutazione e la ricerca del nuovo arbusto destinato a sostituirlo. Saranno quindi individuati il punto di posa, i tempi e le modalità più appropriate per realizzare l’intervento in armonia con il contesto. Per la conclusione delle opere e la progressiva restituzione dell’area, il cronoprogramma resta legato alle tempistiche di Ireti visto che Cociv potrà procedere alla chiusura e al ridimensionamento del cantiere soltanto dopo il completamento della posa dell’acquedotto e delle lavorazioni sui sottoservizi». È questa la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, all’interrogazione della consigliera Donatella Alfonso (PD), in merito a “situazione cantiere Cociv piazza Corvetto e successivo ripristino: visto il prosieguo del cantiere Cociv per il Terzo Valico ferroviario, che impegna l’area di piazza Corvetto sottostante Villetta Di Negro dal 2023 - compresi i tempi di sospensione per ritrovamenti archeologici - per la realizzazione di un pozzo di esodo-uscita di sicurezza connesso al prolungamento della galleria ferroviaria tra le stazioni di Brignole e Principe, ha comportato disagi al transito veicolare e pedonale - con la chiusura, dall’aprile 2025, del sottopasso pedonale tra via Martin Piaggio e largo Lanfranco, sostituito dall’attraversamento provvisorio di superficie, e con la rimozione dell’area verde adiacente la Galleria Bixio interroga la Sindaca e la Giunta per sapere se ci siano tempi certi o almeno prevedibili di conclusione del cantiere e se ci sia già una progettualità di ripristino delle aree verdi interessate e del contesto in generale”.

«L'immobile è destinato alle attività associative di interesse municipale e la competenza sull'assegnazione è quindi del Municipio Levante, che peraltro è titolare della concessione demaniale marittima sull'area. Scaduta la precedente concessione dello storico assegnatario (Centro Anziani La Rotonda), il Municipio ha avviato una procedura di bando alla quale hanno partecipato quattro soggetti. All'esito della valutazione della commissione tecnica è risultato aggiudicatario il progetto presentato dalla Compagnia delle Donne, quale capofila di un partenariato proponente e il Municipio ha disposto l'aggiudicazione nel luglio scorso. Successivamente è pervenuta da parte del precedente assegnatario, risultato secondo in graduatoria, un'istanza di annullamento in autotutela. Gli uffici del Municipio hanno svolto la loro istruttoria riesaminando gli atti e le valutazioni della commissione e non hanno adottato il provvedimento di annullamento. Per quanto riguarda quindi il procedimento amministrativo l'aggiudicazione è efficace. Detto questo, credo sia doveroso esprimere una valutazione politica molto chiara sull'impostazione scelta dal Municipio che ho avuto modo di rappresentare direttamente anche al presidente Bogliolo. A mio avviso si perde un'occasione. Si sono messi in competizione progetti in quello spazio che avrebbero potuto essere considerati complementari. Ha valore il progetto sull'invecchiamento attivo della Compagnia delle Donne, ha valore la presenza storica del Centro Anziani La Rotonda, hanno valore le realtà che operano nel sociosanitario e la rete di giovani che aveva partecipato alla procedura. In un'area che ha bisogno di aggregazione, presidio sociale, attività per gli anziani ma anche di protagonismo dei giovani, credo sarebbe stato più utile provare a costruire un progetto complessivo di comunità. È anche per questa ragione che fermo restando l'esito amministrativo della procedura, Comune e Municipio hanno successivamente tentato di favorire un dialogo tra i soggetti coinvolti. Abbiamo provato prima una fase di dialogo che consentisse di ricomporre le fratture e di costruire una collaborazione tra l’aggiudicatario, che tale resta, e le altre realtà che avevano partecipato al bando. Questo tentativo però va tenuto distinto dalla procedura amministrativa e ad oggi non ha prodotto una soluzione alternativa. Come andrà avanti l’iter? La Direzione Patrimonio procederà alla richiesta di riconsegna delle chiavi al concessionario uscente e alla contrattualizzazione del rapporto con il soggetto risultato aggiudicatario. Lo faremo mantenendo ferma l'assegnazione decisa dal Municipio ma lavorando, come condiviso, affinché il contratto e soprattutto la futura programmazione dell'attività valorizzino il più possibile quella dimensione di rete che riteniamo fondamentale per questo spazio. E qui sta anche una lezione politica per il futuro. Il regolamento sull'amministrazione condivisa approvato all'unanimità da quest'aula, da voi, da lei, consigliera da tutta l'aula, ci mette oggi a disposizione strumenti diversi, co-programmare, co-progettare, che significa quando le condizioni lo consentono non limitarsi a mettere le associazioni l'una contro l'altra ma valorizzarne la complementarità nella costruzione dell'interesse pubblico. Questa vicenda per noi conferma la necessità di andare sempre di più in quella direzione. Naturalmente restano impregiudicati gli strumenti di tutela previsti all'ordinamento per chi ritenga di contestare gli atti della procedura, rivolgendosi al giudice amministrativo. In definitiva io credo che purtroppo si tratti di una occasione persa. Noi come Comune dobbiamo fare i notai di quanto stabilito dal Municipio. Lavoriamo affinché in quell'area si possa traguardare una rigenerazione con gli strumenti che siano a disposizione ma un'occasione persa resta tale». È questa la risposta dell’assessore al Patrimonio, Davide Patrone, in merito all’interrogazione della consigliera Paola Bordilli (Lega) in merito alla “destinazione d’uso immobile piazzale Rusca 2/r: in merito a: piazzale Giuseppe Rusca, 2/r. Urgenti chiarimenti in merito alla destinazione d'uso dell'immobile che occupa un luogo strategico all'interno del Municipio Levante”.

«Abbiamo letto le dichiarazioni del presidente della Regione e non le condividiamo, non è Regione Liguria l'ente che ha la competenza di predisporre un nuovo piano regolatore portuale; Regione Liguria darà il suo parere sulla bozza di piano regolatore, come la dovrà dare anche il Comune di Genova. Lo scorso 18 settembre abbiamo avuto un confronto con l'Autorità di sistema portuale, erano presenti la nostra sindaca e i presidenti di municipio interessati. Un incontro in merito alla redazione del nuovo piano regolatore. il procedimento di adozione e poi di approvazione del PRP è un procedimento lungo e complesso che occuperà i prossimi mesi e il confronto che abbiamo avuto non sarà un confronto episodico, ma costante e di cui ovviamente terremo aggiornato anche questo Consiglio. Coerentemente con quanto è stato deliberato da questo Consiglio comunale, noi siamo convinti che anche grazie ai lavori di realizzazione della nuova diga il nostro porto abbia le potenzialità per svilupparsi e ricevere ogni tipo di merce e ogni tipo di naviglio, senza che necessariamente si proceda a nuove consistenti espansioni. La filosofia del piano regolatore portuale, che condividiamo, è quella di prevedere limitatissime espansioni che riguardano in particolare l'area delle riparazioni navali e la rettificazione delle linee. Nel corso dell'incontro abbiamo posto una particolare attenzione all'assetto del bacino portuale di Pra’, raccomandando prudenza nell'eventuale modifica dell'asset esistente, anche in ragione della vivibilità delle aree urbane prospicenti e della piena balneabilità della spiaggia di Voltri. A giudicare dalle ipotesi che ci sono state illustrate questa nostra raccomandazione è stata sostanzialmente recepita. Il confronto con Autorità portuale proseguirà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ribadiamo comunque che siamo contrari a consumare altro suolo senza la dimostrazione che i riempimenti siano indispensabili per lo sviluppo dei traffici e del lavoro portuale, secondo un criterio previsionale che necessariamente parta dai numeri, che siano compatibili con la vivibilità di quelle aree urbane che, come quelle del ponente genovese, hanno già pagato un sacrificio rilevante in nome dello sviluppo delle aree portuali. Comunque, aggiorneremo il Consiglio comunale». È questa la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione del consigliere Claudio Chiarotti (PD), in merito ai “nuovi riempimenti nell’area del Ponente: a seguito delle dichiarazioni rese a mezzo stampa dal presidente della Regione, Marco Bucci, circa la presunta necessità di procedere a nuovi riempimenti nell’area del ponente, interroga la Giunta comunale per conoscere la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale in merito a tale prospettiva, anche alla luce dell’incontro tenutosi in data 18 u.s. con l’Autorità di Sistema Portuale”.

«Ho fatto verificare dal responsabile del progetto e dalla direzione lavori, in collaborazione con Aster, quanto successo. Per agevolare l'accesso degli autobus di 18 metri sono state revisionate le quote della rampa di accesso dall'ingresso sud. La pendenza che si poteva assegnare nell'area ad est della tensostruttura si è ridotta quindi sotto l'1%, ma la realizzazione delle caditoie inizialmente previste in detta area è stata posticipata, di comune accordo con AMT, alla Fase 2 del progetto. Informo che la fase 2 del progetto è totalmente a carico di AMT, mentre la prima fase, conclusa, ha visto l’intervento di Aster. Il parziale allagamento dello scorso 21 agosto potrebbe essere stato amplificato da un malfunzionamento, le cui cause sono in corso di accertamento, delle pompe della stazione di sollevamento (impianto che rilancia, in pressione, le acque meteoriche convogliate verso la zona sud del piazzale alla vasca di laminazione posizionata a nord). Le centraline meteo installate a Genova anche in aree prossime a Lungobisagno Dalmazia hanno registrato, la mattina di giovedì 20 agosto, valori tra gli 89 e i 105 mm, concentrati in un tempo molto ristretto. Condizioni quindi da evento meteorologico anomalo e intenso che immaginiamo possa aver messo rapidamente in crisi la capacità idraulica della rete di collettamento e dei relativi impianti realizzati secondo le indicazioni progettuali. Il collettamento delle acque tramite la rete delle acque bianche è comunque sostanzialmente avvenuto appena terminato il picco dell'evento. Una soluzione su cui stiamo lavorando, anche se provvisoria, in attesa della già citata fase 2, consiste nel posizionare una canaletta con griglia di raccolta nell'area interessata dall'allagamento (antistante la tensostruttura per manutenzioni), le cui acque sarebbero quindi convogliate nella rete già eseguita. Sono in corso interlocuzioni con AMT: avremo presto un incontro per trovare la migliore risoluzione del problema». È questa la risposta dell’assessore a Opere infrastrutturali e strategiche, Lavori pubblici e Manutenzioni, Massimo Ferrante, all’interrogazione del consigliere Vincenzo Falcone (Orgoglio Genova) in merito all’“allagamento del nuovo piazzale della rimessa AMT Guglielmetti e criticità per la sicurezza dei lavoratori e l'efficienza del servizio di trasporto pubblico locale: alla luce dell'allagamento verificatosi presso il nuovo piazzale della rimessa AMT Guglielmetti, recentemente realizzato, che secondo le segnalazioni delle organizzazioni sindacali avrebbe evidenziato gravi criticità nel deflusso delle acque meteoriche, compromettendo l'accessibilità ai mezzi e le condizioni di sicurezza dei lavoratori, nonché delle analoghe problematiche segnalate presso l'officina di Staglieno, per sapere se siano state avviate verifiche tecniche sulle cause degli allagamenti, se le opere eseguite siano state regolarmente collaudate, quali interventi urgenti si intendano adottare per risolvere le criticità riscontrate e quali effetti tali problematiche possano avere sulla piena operatività del servizio AMT in vista dell'avvio del servizio invernale”.

«Gli uffici stanno lavorando con Arpal e Regione per verificare l’andamento dei dati sulle centraline. Presenteremo una serie di misure di compensazione per migliorare la situazione perché attualmente, seppur in condizioni migliori rispetto ad altre città del nord, abbiamo due centraline che sforano storicamente i valori di ossido di azoto. Su questa base abbiamo visto in questi mesi che corso Europa è in miglioramento, mentre via Buozzi continua a mantenere criticità, a causa di motivi non solo legati al traffico, ma per quantità elevata di cantieri, fumi delle navi e il nodo di San Benigno. L’intenzione è presentare un nuovo piano, e monitorare la situazione per non introdurre il divieto agli Euro 5 il primo di ottobre e spostare, se necessario, la misura a fine anno; non è nel nostro orizzonte introdurre questo limite, anche perché il Ministero dei Trasporti ha annunciato che ci sarà una deroga a questo limite e noi vedremo di utilizzare questa possibilità». È questa la risposta dell’assessore alla Mobilità sostenibile, Emilio Robotti, in merito all’interrogazione della consigliera Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) relativa alle “limitazioni alla circolazione veicoli diesel Euro 5: a fronte della indicazione della Giunta della Regione Liguria di entrata in vigore alla data del 1° ottobre 2026 nel Comune di Genova di limitazioni alla circolazione per i veicoli alimentati a gasolio categoria diesel Euro 5, si interroga la Giunta sull’andamento dei dati degli sforamenti dei limiti europei previsti per il 2030 e su quali misure di compensazione sono in corso”.

«Nel 2021 l'amministrazione aveva costruito un progetto unitario con una deliberazione di giunta: erano state destinate gratuitamente alla Federazione Italiana Canottaggio alcune porzioni di Villa De Mari da utilizzarsi come foresteria per gli studenti atleti ammessi al collegio remiero dell'Università. Contestualmente, proprio per sostenere economicamente la nascita di quel progetto, era stata accolta la richiesta della Federazione di una fortissima riduzione del canone relativa al centro remiero e al campo di regata della fascia di rispetto di Pra’. Con un successivo addendum, il canone venne abbattuto nella misura del 95%. Quindi le due questioni, Villa De Mari e centro remiero, erano strettamente connesse. La gratuità di Villa De Mari e la fortissima agevolazione sul centro remiero erano giustificate dalla costruzione del centro federale universitario. Negli anni successivi, però, Villa De Mari è stata utilizzata molto meno di quanto previsto, questo anche a dire della Federazione, e nell'ultimo periodo è risultata sostanzialmente non utilizzata. A questo si è aggiunta la difficoltà della Federazione a realizzare gli interventi di riqualificazione dell'immobile previsti dalla concessione. La nuova governance della Federazione, dopo costanti interlocuzioni con il Comune, ha quindi scelto di non rinnovare la concessione e di restituire gli spazi, che sono rientrati nella disponibilità dell'amministrazione il 17 agosto di quest'anno. Mi fa piacere dire che su questo immobile, su Villa De Mari, stiamo lavorando a una prospettiva di valorizzazione di grandissimo rilievo. In questa fase devo mantenere un certo riserbo, ma posso dire che si tratta di una prospettiva potenzialmente molto importante per il Ponente genovese, capace di mettere insieme formazione di altissimo livello, residenzialità, opportunità di lavoro, sport e rigenerazione urbana. Questione diversa, ma connessa, come dicevo, è il centro remiero. Per noi la permanenza a Genova di un presidio federale di questa importanza resta un obiettivo importante, ma è altrettanto evidente che è venuta meno la configurazione complessiva che nel 2021 aveva giustificato le condizioni economiche così eccezionali. Anche il rapporto concessorio relativo al centro remiero deve essere riesaminato. La Direzione Sport sta infatti portando avanti interlocuzioni con la Federazione. Il punto politico per noi è molto semplice. Il centro remiero deve poter continuare a essere un'eccellenza sportiva per Genova, ma deve farlo all'interno di una cornice trasparente, sostenibile e coerente con il principio di parità di trattamento. Non sarebbe comprensibile chiedere ad alcune società sportive che utilizzano beni comunali di sostenere canoni, utenze e manutenzioni secondo determinate regole e mantenere indefinitamente per altri soggetti condizioni radicalmente differenti, una volta venute meno le ragioni che le avevano originate. Quindi non c'è alcuna volontà di indebolire il presidio federale, al contrario vogliamo creare le condizioni perché possa permanere e svilupparsi nel tempo, ma questa permanenza per noi deve avvenire riportando le concessioni dell'area dentro una cornice chiara di uguaglianza, trasparenza e parità di trattamento tra tutti i soggetti sportivi». È questa la risposta dell’assessore al Patrimonio, Davide Patrone, in merito all’interrogazione della consigliera Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia), relativamente alla “convenzione FIC - Villa De Mari: informazioni in merito al prosieguo della convenzione con la FIC relativamente a Villa De Mari come sede del centro remiero federale, centro di eccellenza per la disciplina e per la città di Genova”.

«Ringraziando la consigliera Venturini per l’interrogazione, voglio fare qualche considerazione sul pressing che Municipio Media Val Bisagno e Direzione comunale Ambiente hanno fatto rispetto al piano di monitoraggio ambientale del cantiere dello scolmatore del torrente Bisagno. Tutto è partito dalle criticità segnalate dal Municipio, a seguito delle quali la Direzione Ambiente del Comune ha richiesto a Regione, nel maggio 2026, la verifica di ottemperanza delle condizioni ambientali del provvedimento di via del progetto della galleria scolmatrice. Soprattutto, ci interessavano gli esiti dei monitoraggi previsti dal piano di monitoraggio ambientale, previsto anche per lo scolmatore del Bisagno come, del resto, per tutte le grandi opere, a carico di chi realizza i lavori. Dalla Regione non ci è arrivata una risposta ufficiale, ma perlomeno l’organizzazione di un incontro, all’interno dell’area di cantiere, che consideriamo un’apertura e a cui hanno partecipato Comune, Municipio e consiglieri. Nell’occasione, abbiamo richiesto nuovamente i dati del monitoraggio. Ci sono state alcune assemblee sul territorio: una, in particolare, ha visto la condivisione dei dati dei monitoraggi fatti dal Comune sull’area dell’ex cava Cavalletti. Il rapporto di monitoraggio del primo e secondo semestre 2025 è arrivato sulle nostre scrivanie e ne sono scaturite le seguenti valutazioni. Le stazioni di monitoraggio per l’area sono 5: 2 all’ex canile, 2 allo sbocco a mare e una nel cantiere di via Emilia. Le postazioni di misura del rumore sono in numero variabile, circa 7 dislocate in diverse aree. Sulla parte della qualità dell’aria e, in particolare, sul monitoraggio del pm10, considerato che la polverosità è tra gli aspetti più critici segnalati dai cittadini, abbiamo richiesto dei chiarimenti con una nota, essendosi verificati dei superamenti dei limiti di riferimento, in particolare nel primo semestre 2026. Invece, su biossido di azoto e rumore, i monitoraggi non hanno fatto emergere particolari criticità, se non uno sforamento rispetto al rumore. Quindi, il Comune di Genova ha chiesto alla Regione di aprire un confronto tecnico per la revisione del piano di monitoraggio ambientale, a seguito della modifica delle aree di lavoro, chiedendo l’aggiunta di un nuovo punto di monitoraggio presso l’ex cava Montanasco. In sintesi, siamo riusciti ad aprire un tavolo tecnico e proseguiremo il dialogo con Regione Liguria nell’interesse dei cittadini che abitano nella zona». È questa la risposta dell’assessora all’Ambiente, Silvia Pericu, in merito all’interrogazione della consigliera Erika Venturini (Silvia Salis Sindaca) in merito al “monitoraggio ambientale cantiere scolmatore Bisagno: per sapere quali dati e informazioni siano a conoscenza dell'ente sul monitoraggio ambientale del cantiere dello scolmatore del Bisagno”.

«Quella dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è un'area che ha un piano relativo alle diverse proprietà per lo sviluppo e la trasformazione di quel compendio che risale al 2017. È chiaro che quel piano non è mai riuscito ad arrivare ad attuazione, né prima né durante gli otto anni che hanno preceduto questa giunta. All'inizio del nostro mandato abbiamo identificato una funzione che per noi è interessante esplorare in quell'area, quella dello studentato, e l'abbiamo fatto consapevoli della difficoltà, della complessità che il rilancio di quel compendio comporta. Quindi stiamo lavorando su due livelli, come avevo già avuto modo di dire in quest'aula. Il primo è quello della pianificazione, stanno lavorando su questo la collega Coppola e l'Ufficio dell'Urbanistica: non affrontando il compendio un edificio alla volta, ma guardando alle questioni complessivamente, mettendo assieme la mobilità, l'accessibilità, la cura del patrimonio verde e il rilancio degli edifici inutilizzati. Contemporaneamente, stiamo costantemente incontrando operatori e sviluppatori che sarebbero interessati a promuovere un'operazione di rigenerazione dell'area e della proprietà di CDP. L'ultimo incontro è avvenuto proprio ieri, con una società sviluppatrice che di core business fa rigenerazione urbana, quindi non supermercati, non centri commerciali, e che è interessata allo sviluppo di quel compendio. Dal confronto con CDP che è iniziato subito e sta fruttuosamente continuando, emerge chiaramente che un complesso di quelle dimensioni difficilmente può trovare un equilibrio economico attraverso una sola funzione. Serve un mix di funzioni e anche su questo noi stiamo svolgendo con gli uffici un’istruttoria che proponiamo a tutti gli sviluppatori che arrivano e manifestano un interesse esplorativo sulla rigenerazione di quell'area. Accanto alla residenzialità studentesca possiamo immaginare altre forme di abitare accessibile e temporaneo, oppure funzioni legate alla vocazione della cura che emerge da quell'area, c'è ovviamente l'ASL, c'è la storia della salute mentale di quel posto, c'è in questi giorni il Festival di Quarto Pianeta che proprio su questi temi riflette. Stiamo lavorando su un progetto complessivo: le chiedo di tifare per la rigenerazione di quell'area, c'è stata una recente commissione nella quale lei mi aveva detto che il bando sullo studentato diffuso di SPIM non sarebbe mai andato a buon fine perché quelle condizioni non avrebbero trovato nessun operatore privato disposto a lanciarsi in un'operazione di quel tipo, ebbene invece è stato aggiudicato e stanno per partire i lavori. È la dimostrazione concreta che quando costruiamo operazioni pubbliche credibili e sostenibili e capaci di tenere insieme l’investimento privato e finalità sociali raggiungiamo anche risultati importanti. Con l'assessora Coppola stiamo per riconvocare il tavolo con tutti i soggetti proprietari, quindi ARTE, ASL e CDP, per addivenire a un quadro urbanistico complessivo, stiamo continuando gli incontri con i soggetti che si propongono per lo sviluppo anche dello studentato, io conto che a breve, entro l'anno, potranno esserci notizie concrete anche da condividere con lei e con tutta l'aula». È questa la risposta dell’assessore al Patrimonio, Davide Patrone, in merito all’interrogazione del consigliere Pietro Piciocchi (Vince Genova) in merito “realizzazione di uno studentato nell'ex ospedale psichiatrico di Quarto: si richiedono aggiornamenti in ordine alla realizzazione di uno studentato nell'ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto”.

Ultimo aggiornamento: 23/09/2026