Consiglio comunale del 9 aprile

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09/04/2024
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Presentato un articolo 55 sui rilievi ANAC per l’appalto della nuova diga foranea del porto di Sampierdarena.  Rinviata la discussione sul piano di co-progettazione di un impianto crematorio con So Crem

Il consiglio comunale  si è aperto alle 14 con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata:

 

«Quella zona è stata tenuta, anche negli anni passati, in grande considerazione e sono stati fatti, anche attraverso il Municipio, grossi lavori per renderla più pulita, eliminando le numerose scritte che imbrattano la chiesa stessa. Purtroppo la zona è spesso frequentata da vandali e nel giro di poco hanno imbrattato i muri ed è veramente difficile cercare di dare alla chiesa la giusta valorizzazione e dignità, proprio perché essendo una zona un po’ nascosta si divertono a non rispettare quello che è un luogo sacro, perché parliamo di una chiesa. Lei ha sottolineato vari aspetti e rispondo per conto dell’assessore Avvenente che si occupa di A.S.Ter: la segnaletica turistica non viene eseguita direttamente da questi ultimi, ma l’assessore si mette a disposizione per poter lavorare insieme alla direzione mobilità per poter decidere che tipologia di cartelli mettere anche sulla base del suo suggerimento. Effettivamente la situazione manutentiva è a conoscenza dell’amministrazione ed è dovuta a infiltrazioni di immobili privati. La prossima settimana è programmata un’ispezione nei vari locali che lamentano queste infiltrazioni e si cercherà di sistemare il rapporto comune-privato per poter dare giusta dignità alla chiesa e al ponte monumentale». Ha risposto così l’assessore Marta Brusoni all’interrogazione del consigliere Liguria al Centro Lorenzo Pellerano in cui si chiede “di conoscere quali iniziative il comune può mettere in campo per la valorizzazione della chiesa di santo Stefano, situata in piazza santo Stefano 2, nel cuore della città, e in particolare attraverso: - l’aggiornamento della segnaletica per l’accesso pedonale - l’auspicato ripristino della pavimentazione del percorso pedonale prospiciente la chiesa”.

 

«La delibera 389 del 2023 di fatto prevede un incremento dei piani finanziari, non nello specifico della Tari, per un massimo del 9,6%, salvo deroghe. Un incremento legato all’inflazione, calmierato dall’autorità di regolazione, con deroghe che possono essere certificate se si attesta l’equilibrio del conto economico. In questo momento non abbiamo ancora ricevuto il PEF e dunque le indicazioni riguardati i conti nel nostro Comune. Noi però vogliamo lasciare inalterato il costo della Tari, e faremo ogni sforzo per farlo. Siamo consapevoli che la nostra Tari è già aumentata e che la bolletta è nella fascia media e risente di quella famosa rata annuale di rientro. Quindi faremo ogni sforzo per evitare altri aumenti. Ogni anno però è una incognita. Ne parleremo a breve ma per adesso non ho il dato tecnico dell’ente di regolazione che mi dica che ci saranno aumenti» Lo ha detto il vicesindaco Pietro Piciocchi rispondendo all’interrogazione del consigliere del Pd Simone D’Angelo riguardante “un nuovo aumento della Tari in numerosi comuni della Città metropolitana di percentuali superiori al 7%.”

 

«Questo è un intervento che non viene eseguito direttamente dal Comune, ma da Enac che sta predisponendo i lavori di tombinatura di un rivo e ha provveduto alla disciplina della viabilità seguendo quelle che sono le regole del Codice della strada. Non è un nostro cantiere, ma terzo: ho chiesto di avere un incontro con Enac e con l’impresa nei prossimi giorni, in modo tale da avere una relazione sulla durata dei lavori che al momento non sono in grado di fornire. La prossima settimana possiamo organizzare un accesso in loco o una riunione con gli uffici tecnici e l’impresa per comprendere l’evoluzione del cantiere in termini di tempistica e di gestione della mobilità, comprendendo che arreca disagio, ma che è una attività necessaria perché riguarda una tombinatura e la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico». Ha risposto così l’assessore Matteo Campora all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Valter Pilloni in cui “Si chiede all’assessore di riferimento di informarci sul tipo di intervento che si sta realizzando sulla via Pionieri e Aviatori d’Italia il cui lavoro ha previsto un transito alternato della viabilità automobilistica verso la marina di Sestri e verso il borgo della marina con semaforo di precedenza”.

 

«Faccio fatica a capire il problema. Il finanziamento riguarda una iniziativa deliberata dal Municipio 4, con associazioni, per il recupero di giovani con problemi di dipendenze. Non mi permetto di giudicare o dare patenti di moralità, non ho letto il libro che dovrà essere presentato e non so di cosa tratta. Non penso che dobbiamo discutere di questi contenuti. Ma vorrei ricordare gli articoli della Costituzione, il 7, 19 e 21 e non vedo come il Comune di Genova possa interferire in relazione ad una iniziativa che non rientra in alcun modo nella nostra giurisdizione». Lo ha detto il vice sindaco Pietro Piciocchi rispondendo all’interrogazione del consigliere Filippo Bruzzone della Lista Rosso Verde riguardante la “delibera di giunta municipale n.13 del 21/03/2024 con la quale il municipio iv – media Val Bisagno ha riconosciuto un contributo economico massimo di 2.600 euro alla parrocchia San Rocco di Molassana, istituto religioso che in data 06/05/2024 ospiterà una iniziativa dal titolo "Ero gay".

 

«Da circa dieci anni il Comune di Genova è parte attiva nel piano di monitoraggio regionale di controllo delle arbovirosi e lo è stato fino al 2023 coadiuvando l’Asl 3 con il posizionamento di apposite trappole di cattura di uova, larve e adulti nelle zone più sensibili della città dal punto vista di un’eventuale presenza delle zanzare, in particolar modo porto, aeroporto, ospedali, mercato dei fiori e alcune zone della città a maggior densità abitativa. Tale monitoraggio quest’anno verrà eseguito direttamente dall’Università di Genova, con il supporto della direzione Ambiente del Comune, con cadenza quindicinale a partire dal mese di maggio e almeno fino a ottobre. Il coordinamento del monitoraggio viene svolto direttamente da Alisa e vede il Comune presente al tavolo tecnico permanente e gli aspetti scientifici e sanitari sono affidati ad Alisa e alle Asl quali enti sanitari preposti ai sensi della normativa vigente. Quest’anno la Regione Liguria, di concerto con Alisa e le Asl, ha predisposto il primo piano regionale arbovirosi che vedrà la luce verosimilmente a fine aprile e che verrà rinnovato di anno in anno. I punti focali riguardano non solo i trattamenti da fare quando si presenta un caso di arbovirosi, ma anche campagne di informazione mirate e in alcuni casi interventi preventivi antilarvali. Si precisa che a oggi questi sono a carico del bilancio comunale e che il piano regionale non prevede finanziamenti, ma che li prevederà nei prossimi mesi. Si ricorda che nel 2023 sul territorio comunale è stato eseguito un primo progetto pilota preventivo che ha visto l’utilizzo periodico e capillare di prodotti antilarvali biologici presso il quartiere della Foce, che per la sua conformazione geografica e per le sue caratteristiche da sempre è quello con maggiori segnalazioni da parte dei cittadini: sono stati spruzzati dei prodotti che possano limitare la crescita delle zanzare e lo sviluppo delle larve. Tali interventi sono stati eseguiti sotto la direzione Ambiente in risposta alle numerose segnalazioni di presenza di zanzare che si registrano annualmente alla Foce. Il Comune di Genova naturalmente ha e avrà la possibilità di ampliare le aree di intervento scegliendo tra quelle già conosciute e caratterizzate da presenza di zanzare nelle quali intervenire con interventi specifici, operazioni che già vengono fatte e che hanno dato ottimi risultati e questo anche ai sensi dell’art. 46 del Regolamento sul benessere degli animali. La direzione Ambiente adesso inizierà questa campagna attraverso interventi diretti e, infine, anche a seguito dell’ultimo caso segnalato di dengue, è stata parte attiva nel monitoraggio e l’applicazione delle guide ministeriali nel ricercare, su indicazione della Asl 3 eventuali focolai di zanzare all’interno di un raggio di 200 metri dall’abitazione della persona risultata infetta. In questo caso, non essendo state catturate zanzare del genere che sono vettori del virus dengue, Alisa e Asl, al tavolo tecnico, hanno ritenuto opportuno non eseguire alcun trattamento anche al fine di evitare un inutile spargimento di prodotti chimici che potrebbero comportare influire negativamente sui predatori delle stesse, come uccelli, pipistrelli e altri. In precedenti occasioni, invece, Alisa aveva ritenuto necessaria l’adozione di apposita ordinanza. Detto questo, per tranquillizzare i cittadini, vi è una attività che viene svolta da tempo, con un approccio scientifico, per individuare la presenza di questa tipologia di zanzare e credo che sia opportuno incidere maggiormente, incrementare le campagne informative e laddove ci sono delle segnalazioni specifiche la direzione Ambiente potrà intervenire tramite campagne specifiche in loco». Ha risposto così l’assessore Matteo Campora all’interrogazione del consigliere di Liguria al centro Nicholas Gandolfo in cui “Si chiede all’amministrazione come intende procedere per prevenire la malattia denominata Dengue che si diffonde tramite la puntura di zanzara”.

 

«Siamo in un momento complesso e la vicenda è articolata da gestire. Si registrano inammissibili fughe in avanti di Cociv non concordata con noi. Ci siamo lamentati, e ho redarguito in maniera netta questa condotta, perché nel rispetto dei cittadini abbiamo deciso che le comunicazioni devono essere concordate con l’Amministrazione che è il front office dei cittadini. Nei contenuti però si ridimensiona tutto: si parla di 80 metri quadri, ovvero solo di alcune porzioni di giardini che verranno espropriate e poi di altre occupazioni legate al cantiere ma temporanee. Spiegheremo alla città come si procede, con che tempi e in che modi. Il tavolo in prefettura non è mai partito ma perché ne abbiamo formato un altro, quello dei comitati che si riunisce con RFI Cociv e Autorità Portuale e Municipio V che quindi è uno strumento essenziale ugualmente efficace. L’Infopoint è pronto a Rivarolo, dobbiamo solo decidere data per inaugurazione. Ben volentieri, infine, una commissione ad hoc, e chiedo al presidente di ricalendarizzarla quanto prima». Lo ha detto il vicesindaco Pietro Piciocchi rispondendo a due interrogazioni sullo stesso argomento, presentate dalle consigliere Monica Russo del Pd e Cristina Lodi di Azione, riguardanti gli "espropri" relativi al progetto ultimo miglio.

 

«Colgo l’occasione per informare che il cronoprogramma del primo sfalcio del 2024 è iniziato il 9 aprile e andrà avanti quotidianamente fino al 2 di maggio. Gli sfalci sono stati già effettuati nei cimiteri di Biacca, Cesino, Fegino, Murta, san Biagio, Torbella, Nostra Signora del Monte, Monte Simiano e Santa Maria degli Angeli. Naturalmente, visto che il lavoro continuerà fino al 2 maggio, seguiranno gli altri cimiteri. Posso consegnare le foto e il cronoprogramma, ma possiamo fare sopralluoghi insieme in modo da poter identificare i luoghi che non vi soddisfano o che non soddisfano i cittadini: è un aiuto che potete dare alla mia direzione. Quest’anno c’è stato un cambiamento perché per tutti gli appalti superiori ai 40mila euro, per i quali occorre passare attraverso il Mepa, vengono richiesti requisiti di idoneità dell’operatore economico a cui è fatto affidamenti e questi requisiti vengono rilasciati dagli agenti competenti, come Inps e Agenzia delle entrate e questo rilascio avviene entro trenta giorni: le aziende devono seguire una normativa stringente. Spero di aver risposto a tutte le domande e sono disponibile a far vedere foto e a distribuire il cronoprogramma». Ha risposto così l’assessore Marta Brusoni alle due interrogazioni poste dai consiglieri Alessio Bevilacqua (Lega) e Lilia Bonicioli (PD) in merito alle tempistiche dello sfalcio del verde pubblico e dell’incuria presso i cimiteri genovesi e, nello specifico, presso il cimitero monumentale di Staglieno.

 

Terminato il question time alle 15, con 38 presenti si è aperto il Consiglio comunale.

 

Prima di cominciare i lavori è stato presentato dalla lista RossoVerde un articolo 55 che invita l’aula ad esprimersi su: “Rilievi ANAC relativi all’appalto della nuova diga foranea del Porto di Sampierdarena”. 

All’ordine del giorno due delibere e due mozioni.

 

Delibera di Consiglio 67: “Modifica dello statuto del Comune di Genova: introduzione dell’articolo 1 bis “Città dell’Inno Nazionale”.

Dato atto che il Consiglio comunale ha disposto: “Di riconoscere alla Città di Genova l’appellativo di “Città dell’Inno Nazionale”, al fine di perpetuare la memoria degli eventi e valorizzare il ruolo che la città ha avuto nelle vicende del Risorgimento italiano che hanno condotto all’unità nazionale e alla scelta del “Canto degli italiani” quale inno nazionale; di predisporre l’inserimento di un nuovo e specifico articolo dello Statuto del Comune di Genova dal titolo “Città dell’Inno Nazionale”, sottoponendolo all’approvazione del Consiglio comunale, con l’introduzione dell’appellativo di Genova quale “Città dell’Inno Nazionale” unitamente ai necessari riferimenti storici”: Su proposta, ai sensi dell’articolo 51 del Regolamento del Consiglio comunale, del presidente del Consiglio comunale Carmelo Cassibba, si delibera: “di modificare lo Statuto del Comune di Genova introducendo dopo l’articolo 1, rubricato “Il Comune di Genova”, l’articolo 1 bis “Città dell’Inno Nazionale”. La delibera è stata approvata all’unanimità con 40 voti a favore.

 

Delibera proposta Giunta al Consiglio n. 9: “Individuazione sul PUC di servizio pubblico in via Molassana, 71 al fine dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sull’immobile da destinare a scuola”.

La delibera è stata approvata all’unanimità con 38 voti a favore. Sulla stessa è stata concessa l’immediata eseguibilità.

 

Mozione 33: “Piano di co-progettazione per un impianto crematorio Comune di Genova-So Crem” presentata dai consiglieri del Pd. La consigliera Donatella Alfonso ha illustrato il documento: “Attiva dal 1902, la Società genovese di cremazione, (So.Crem) è stata fondata nel 1897 come associazione senza fine di lucro, con qualifica di Ente Morale dal 1902, stesso anno in cui ricevette dal Comune di Genova la concessione a tempo indeterminato dell’area presso il Cimitero di Staglieno in cui sorge il Tempo Crematorio, costruito nel 1904 e rinnovato più volte. La So.Crem, attualmente Ente di Terzo Settore, ha svolto ininterrottamente le funzioni di cremazione per la città di Genova e l’intero comprensorio del Genovesato - peraltro in crescita costante negli ultimi quindici anni, passando da 5797 salme del 2011 alle attuali 7608 nel 2023, con un numero superiore a 8000 negli anni della pandemia Covid - , è stata insignita della medaglia d’argento al valore del Comune di Genova per meriti civili. Il 15 marzo 2024 si è appreso che un gruppo di lavoro della Regione Liguria le cui indicazioni sono state illustrate presso Anci, precisa come sul territorio genovese, nonostante la scelta del Comune di Genova di dare via libera ad un nuovo impianto di cremazione nell’area di Staglieno, peraltro attualmente soggetto ad un ricorso al Tar da parte di cittadini e associazioni ambientaliste, “suggerisce un orientamento non tanto verso la realizzazione di nuovi impianti, quanto piuttosto rivolto alla ristrutturazione di quelli esistenti” un’ipotesi per la quale So.Crem ha proposto al Comune di Genova un piano di co-progettazione per un impianto che risponda ad ogni necessità richiesta”, con questa mozione s’impegnano sindaco e Giunta: “A rivedere le decisioni prese in merito all’ipotesi di nuovi forni crematori, accettando a fronte anche dei rilievi della Regione Liguria, la proposta di co-progettazione di So.Crem per il riassetto e l’attualizzazione dell’esistente, ricordando il forte impegno svolto dalla Società di Cremazione in 120 anni, in particolare sul fronte sociale”.

La mozione è stata rinviata in accordo con i proponenti per un esame più approfondito.

 

Mozione 31: “Fentanyl: la nuova droga dagli effetti letali che minaccia milioni di giovani consumatori”, presentata dal consigliere Valter Pilloni di Vince Genova. Scrive il consigliere: “Il Fentanyl è un potente oppioide sintetico per impiego analgesico e anestetico. Come analgesico ha effetti simili a quelli della morfina, ma è da 50 a 100 volte più potente di quest'ultima e 30-50 volte più potente dell’eroina. E’ un farmaco utilizzato per trattare il dolore in forma grave, specialmente in chirurgia, traumatologia e oncologia. Un uso diverso da quello sanitario può avere effetti devastanti su chi lo assume.  Sono sufficienti 2-3 milligrammi della sostanza per uccidere un essere umano per blocco respiratorio. Occorre evitare che anche in Italia, come negli Stati Uniti, questo fenomeno possa assumere le dimensioni di una emergenza epocale e per questo è stato predisposto il Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di Fentanyl. L'Italia è tra i primissimi paesi in Europa ad adottare un piano articolato di prevenzione contro l’uso improprio del Fentanyl. “Saranno predisposti corsi di formazione per i docenti”, dichiara a tal proposito il Ministro Schillaci “In particolare nel curriculum dei nuovi assunti sarà inserita una formazione specifica per gli insegnanti”. Anche il Ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, chiede di alzare il livello di guardia e dichiara: “Quello del Fentanyl è un rischio ancora non arrivato nella nostra Nazione, ci vuole una azione integrata e lo sport può dare un contributo anche sul lato della prevenzione”. Con questa mozione s’impegnano sindaco e Giunta: “A seguire con attenzione l’evolversi della situazione sollecitando tutti gli Assessori, che intrattengono rapporti istituzionali con i giovani, a vigilare con rinnovata diligenza affinché questa nuova droga non trovi i nostri giovani sprovvisti delle necessarie informazioni sugli effetti devastanti il cui uso comporta. Si chiede inoltre di promuovere direttamente la convocazione di una commissione consiliare con auditi esperti in materia, in grado di fornirci le linee guida per affrontare collegialmente questa letale minaccia”. Sulla stessa sono stati presentati due ordini del giorno. Il primo dal consigliere dem Alberto Pandolfo che impegna il sindaco e la Giunta: “A mettere in atto tempestivamente ogni azione utile a fare prevenzione rispetto all’utilizzo delle droghe negli istituti scolastici di Genova”, il secondo dalla consigliera dem Rita Bruzzone che impegna sindaco e Giunta: “A valutare l’opportunità, con la partecipazione di Regione Liguria per quanto di competenza (servizio Ser.D) e le Associazioni territoriali che si occupano di Prevenzione delle dipendenze, di convocare una Commissione Comunale al fine di promuovere azioni di contrasto alla diffusione del fenomeno delle dipendenze, in continuità con azioni amministrative già intraprese”. È stato presentato anche un emendamento da Francesco De Benedictis di FdI.

L’assessore Corso ha espresso parere favorevole all’ordine del giorno del consigliere Pandolfo, all’ordine del giorno della consigliera Bruzzone e parere favorevole alla mozione. Gli ordini del giorno sono stati approvati all’unanimità con 34 voti a favore.

La mozione è stata approvata con 21 voti della maggioranza, si è astenuta l’opposizione.

 

Esauriti i punti all’ordine del giorno il Consiglio comunale si è chiuso alle 17.45

Ultimo aggiornamento: 09/04/2024