Genova e Gran Bretagna uniti nel nome dell'economia blu e verde

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L’Ambasciatrice Jill Morris incontra il sindaco Marco Bucci. “Genova seconda città più attraente per gli investimenti”

Fabrizio Assandri

«Nel tempo Genova ha saputo rinnovarsi, e spesso rinascere. Il capoluogo ligure figura oggi come seconda città più attraente d’Italia per gli investimenti, in primis grazie alle attività portuali». Parola di Jill Morris, Ambasciatrice del Regno Unito, che oggi a Palazzo Tursi ha incontrato il sindaco Marco Bucci, per fare il punto sui legami e gli interessi che legano la Gran Bretagna a Genova. In particolare, l’Inghilterra guarda a Genova per come sta affrontando la rigenerazione urbana e soprattutto per l’economia blu e verde, il mare e il porto, da un lato, e la sostenibilità ambientale dall’altro. Il tutto legato dalla tecnologia e l’innovazione.

 

Morris definisce la sua visita «una missione diplomatica», che fa parte di un tour promosso dall’Ambasciata britannica in Italia per «espandere la rete di contatti e collaborazioni su tutto il territorio italiano».

Un tour avviato all’indomani della Brexit, in un periodo in cui «rifletteremo sul tipo di partnership futura che ci auspichiamo di avere con i nostri amici e vicini in UE». E precisa: «Negli ultimi tre anni i flussi turistici e gli investimenti in Italia, Genova inclusa, sono sempre stati in crescita». Con Genova i legami risalgono addirittura al 1300 e sono molto forti in ambito economico e culturale, come dimostra il fatto che il Regno Unito sarà quest’anno Paese ospite al Festival della Scienza.

 

Durante l’incontro, l’esperienza di Genova è stata confrontata con quella delle principali città portuali del Regno Unito, nell’idea che «i porti sono infrastrutture critiche attorno a cui le città marittime possono costruire un modello di crescita sostenibile e la tecnologia è lo strumento che può facilitare una transizione economica smart». Anche il sindaco Marco Bucci, dopo aver ricordato che fu un inglese a fondare il Genoa, ha puntato sulle infrastrutture e sul rispetto dell’ambiente nell’illustrare le prospettive della città. «Il porto e la logistica si devono sviluppare nel mondo e l’Inghilterra è sempre stato per noi un punto di riferimento – ha detto -. Per i nostri rapporti con il mondo esterno, Genova ha bisogno di infrastrutture, ma è fondamentale che siano fatte con il rispetto dell’ambiente». Infrastrutture che, per quanto riguarda i trasporti delle merci, non devono interferire con la vita quotidiana degli abitanti, e che prevedono oltre alle infrastrutture legate al mare anche quelle digitali, che diventeranno eccellenti con l’arrivo a giugno 2021 del cavo sottomarino Bluemed.

 

Tra le realtà raccontate durante la giornata, l’uso di modelli digitali delle infrastrutture per gestire ad esempio la sicurezza del porto oppure per aiutare la protezione civile. L’incontro in Comune è stato organizzato dall’Ambasciata britannica di Roma e dall’Ufficio per il commercio e gli investimenti britannici in Italia.

 

La due giorni genovese dell’Ambasciatrice Morris ha previsto appuntamenti istituzionali e non, con un ricevimento con il mondo del business e del mondo accademici, una visita a Palazzo Ducale e alle sue mostre, in particolare Banksy e Hitchcock, e con un incontro con i cittadini britannici residenti in Liguria.

 

A Genova Morris ha incontrato il prefetto Carmen Perrota, il rettore Paolo Comanducci, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il presidente di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.

Ultimo aggiornamento: 12/02/2020