
Si lavora a correttivi per salvaguardare il principio della ciclicità, continuità e remunerazione del servizio
Si è svolto oggi un secondo incontro convocato dall’assessore comunale al Lavoro, Mario Mascia, cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, e le aziende che hanno in appalto il servizio di ristorazione scolastica. All'ordine del giorno il superamento di alcune criticità, lamentate dalle lavoratrici delle aziende e dai sindacati, come un utilizzo “distorto” di permessi e ferie e talvolta ritardi nei pagamenti.
Di fronte a una situazione emergenziale di sospensione del servizio scolastico, lamentano i sindacati, le aziende farebbero largo uso di permessi e ferie da far smaltire ai dipendenti per non sopportare il carico della remunerazione del lavoratore per una giornata di lavoro andata a vuoto. L’assessore ha condiviso con le parti l'esigenza di garantire integralmente i diritti dei lavoratori, in primis quello al pagamento puntuale di una retribuzione congrua al contratto collettivo nazionale di riferimento. I partecipanti, nel contesto di un incontro franco ma cordiale, hanno sviscerato il problema nell'ottica di individuare le soluzioni più opportune ai casi concreti e che consentano di mantenere gli attuali livelli occupazionali.
Si è pertanto convenuto di definire il perimetro delle sospensioni al di fuori del calendario scolastico per salvaguardare il principio della ciclicità, continuità e remunerazione del servizio di ristorazione scolastica da settembre a giugno nel quadro del contratto collettivo nazionale di lavoro “Turismo”, che si auspica sia rivisto al rialzo, e per salvaguardare il diritto alla retribuzione dei lavoratori, in tutti quei casi di sospensioni che rappresentano variabili indipendenti dalla prevedibile programmazione e che esulano dal rischio d’impresa che normalmente grava sulle aziende stesse.
Tali variabili sono rappresentate in massima parte dalle allerte meteo, da giornate di scioperi e dalle elezioni, casi diversi tra loro ma che hanno come unico comune denominatore la sospensione della didattica non prevedibile e di conseguenza il venir meno del servizio di ristorazione scolastica ma non delle spese vive, tra manodopera e materie prime, connesse all’impossibilità oggettiva di fornire il servizio. Quanto all’allerta meteo è stato proposto il ricorso delle aziende allo strumento del welfare, da finalizzare mediante la firma di un protocollo ad hoc, grazie a un dialogo da proseguire al tavolo della Prefettura.
Quanto a scioperi ed elezioni, invece, si è ipotizzato di inserire nell’ambito dello standard di bando di gara (che ovviamente non avrà effetti retroattivi) delle clausole apposite con la previsione che in questi casi il surplus di costo della manodopera venga preventivato in sede di appalto ai fini della partecipazione al bando di gara.
A margine dell’incontro si è deciso di interessare gli uffici comunali anche per il rinnovo del contratto.
«Ritengo che sia giusto che nel caso di allerte meteo, scioperi o elezioni e comunque in generale quando si verifichino sospensioni involontarie al di fuori del calendario scolastico il surplus del costo di manodopera non possa essere messo a carico degli stessi lavoratori con l'induzione all'uso delle ferie e dei permessi e quindi alla corrispondente graduale riduzione del relativo monte ore. Anche le ipotesi di queste interruzioni volontarie del servizio vanno preventivate e disciplinate ex ante nei bandi di gara. Quanto alle allerte meteo, l'auspicio è che, grazie alla preziosa opera di mediazione della Prefettura, si possa trovare una soluzione di welfare compensativo senz'altro ben più dignitosa dell'utilizzo improprio di permessi e ferie destinati a ben altri fini di tutela della dignità dei lavoratori». Lo dichiara l'assessore al Lavoro, Mario Mascia.