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  •  PRINCIPALI CAUSE DI INCIDENTE STRADALE

L’elaborazione dei dati sull’incidentalità stradale svolta dall’Istituto Nazionale di Statistica ed Automobile Club d’Italia esamina le cause di incidente stradale, traendo le informazioni dalle schede inviate dagli organi accertatori (Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri).

La Precedenza

Una delle principali cause di incidente stradale è il mancato rispetto delle regole di precedenza.

Il Codice della strada tratta l’argomento all’art. 145. “Precedenza”. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti e devono dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra, sempre che la precedenza non sia, in quel tratto di strada, diversamente regolamentata con il posizionamento di diversa segnaletica che, in base alle caratteristiche della strada, del traffico e della visibilità, regolerà il traffico nel modo più sicuro. La segnaletica orizzontale integra quella verticale per indicare la posizione corretta dei veicoli sulla carreggiata, in corrispondenza dei punti in cui i veicoli devono fermarsi o rallentare, per dare la precedenza ai veicoli che ne hanno diritto.
Attraversando linee ferroviarie e tramviarie i conducenti devono dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, sempre che non sia diversamente segnalato.
I conducenti che provengono da aree private o non aperte al pubblico passaggio, o da sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili, hanno l'obbligo di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.

È vietato impegnare un’intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di sgombrare in breve tempo l'area di manovra al fine di consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni. I conducenti di veicoli su rotaia

devono rispettare i segnali negativi della precedenza.

Sono previste sanzioni pecuniarie e, se in un biennio si ripete per due volte una delle suddette infrazioni, è prevista la sospensione della patente di guida.

Un caso particolare di precedenza è quella che regola il transito sulle rotatorie stradali.

La circolare prot. 6935, del 22.3.2017 “Procedure amministrative per il conseguimento della patente di guida della categoria B“ del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti descrive il corretto comportamento per la precedenza e lo scorrimento nelle rotatorie .

Per quanto riguarda la precedenza, se nel punto di immissione nella rotatoria è presente la segnaletica di “Dare precedenza” vige la precedenza a sinistra, ovvero chi si immette deve rallentare, se necessario fermarsi e dare la precedenza ai veicoli che stanno già transitando nella rotatoria. Al contrario, in assenza di tale segnaletica vige la regola della precedenza a destra, ovvero i veicoli transitanti nelle rotatoria dovranno dare la precedenza ai veicoli che vi si immettono. Approssimandosi alla rotatoria, il conducente deve sempre moderare la velocità e controllare il comportamento degli altri conducenti, predisponendosi a dare la precedenza ad altri veicoli se necessario.

La Velocità.

La velocità è una delle dinamiche della circolazione stradale che aumentano il rischio in qualunque circostanza. Anche quando non è la principale causa dell’incidente avvenuto, è sicuramente una importante concausa, in quanto l’elevata velocità può rendere inefficaci o impossibili eventuali manovre o contromisure per evitare il sinistro, inoltre la velocità alla quale avviene l’incidente influisce in modo determinante sugli esiti per le persone e le cose.

Nel Codice della Strada le velocità è normata sotto due differenti aspetti, la pericolosità della velocità tenuta in particolari condizioni (art. 141), nonché il rispetto dei limiti di velocità posti sulle strade (art. 142)

Secondo l’art 141. “Velocità” il conducente deve regolare la velocità:

  • secondo le caratteristiche, lo stato ed il carico del veicolo
  • secondo le caratteristiche e le condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura,
  • per evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

Il conducente deve sempre:

  • conservare il controllo del proprio veicolo
  • essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.
  • regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.
  • ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.

Il conducente non deve gareggiare in velocità, (per quanto attiene a questo aspetto si precisa che, al di fuori di quanto previsto dall’art. 141, vi sono disposizioni all’art. 9ter “Divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore” per cui il comportamento di coloro che gareggiano in velocità con veicoli a motore, ancorché si tratti di una "sfida estemporanea" al di fuori di qualsiasi organizzazione e senza preventivo accordo con gli altri conducenti, configura un reato, nella fattispecie un delitto, punito con la reclusione da 6 mesi ad un anno e con la multa da 5000 a 20000 euro).

Il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.

Sono previste sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, decurtazione dei punti sulla patente.

Il Codice della Strada, all’art. 142 “Limiti di velocità”, individua tre diversi tipi di limiti fissi di velocità:

• limiti generali di velocità per categoria di strada;

• limiti speciali per categoria di veicolo;

• limiti localizzati imposti dagli enti proprietari.

La velocità massima non può superare i 130 Km/h per le autostrade, elevabile a 150 Km/h in particolari condizioni, i 110 Km/h per le strade extraurbane principali, i 90Km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, i 50 Km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano. I limiti di velocità sono sempre indicati dall’apposito segnale di divieto.

In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 Km/h per le autostrade e i 90 Km/h per le strade extraurbane principali.

Alcune categorie di veicoli (ad esempio i ciclomotori e gli autocarri) sono soggetti a propri limiti massimi di velocità, oltre a quelli imposti dalla segnaletica locale.

Le sanzioni per eccesso di velocità sono state ripartite in quattro fasce in relazione alla velocità in eccesso accertata; sono anche previste sanzioni accessorie, come la sospensione della patente. Per il caso più grave, con il superamento di 60Km/h del limite, in caso di recidiva nel biennio è prevista la revoca della patente.

È prevista la decurtazione di punti sulla patente a partire dal superamento di 10Km/h del limite. Per i neopatentati la detrazione dei punti sulla patente viene raddoppiata.

In orario notturno (dopo le 22,00-prima delle 07,00) le sanzioni pecuniarie raddoppiano.

Chi ha conseguito la patente B da meno di tre anni non può superare la velocità di 90 Km/h su

strada extraurbana principale e di 100 Km/h su autostrada.

Il superamento dei limiti di velocità prevede un aggravamento della pena in caso di omicidio e lesioni stradali in caso di conducente di un veicolo a motore che circola in strada urbana ad una velocità oltre il doppio di quella consentita e comunque superiore a 70 km/h, nonchè in caso conducente di un veicolo a motore che circola su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella consentita.

In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocità restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141, relativamente alla pericolosità della velocità tenuta.

Gli effetti della velocità si ripercuotono sulla lunghezza dello spazio totale di arresto in cui un veicolo fermerà la sua marcia in seguito ad una frenata.

Lo spazio totale di arresto inizia dal punto in cui il conducente percepisce un pericolo e inizia a frenare (tempo di reazione), prosegue nello spazio in cui freno è attivo fino alla fermata del veicolo (spazio di frenatura), la somma di questi spazi dà lo spazio totale di arresto.

Lo spazio totale di arresto è pari allo spazio percorso nel tempo di reazione, più quello percorso durante la frenata e dipende dalla velocità del veicolo, dall’usura degli pneumatici, dalle condizioni dell’asfalto e della strada, dalle condizioni psicofisiche del conducente, infatti un conducente distratto o stanco o sotto l’effetto di sostanze come alcol o droghe avrà un tempo di reazione più lungo rispetto alla media considerata di un secondo.

Per fare un esempio, mediamente, ad una velocità di 40 km/h, dal momento in cui il conducente percepisce la necessità di frenare ed inizia materialmente a farlo, azionando i freni in un tempo stimato mediamente in un secondo, vengono percorsi circa 13,5m (spazio percorso nel tempo di reazione) e occorrono circa altri 6,5m per arrestare il veicolo (spazio di frenatura), il totale di questi due spazi e cioè 20m è lo spazio totale di arresto.

Questa distanza può differire di molto in caso di scarso attrito sull’asfalto, o in condizioni di scarsa manutenzione dei freni del veicolo ed altro. In caso di asfalto bagnato lo spazio può aumentare del 20/30%. Mediamente a 60 km/h lo spazio totale di arresto è di 33m, a 100Km/h. è di 71m, a 130Km/h è di 108m.

La Distanza di sicurezza

La distanza di sicurezza è lo spazio che bisogna tenere dal veicolo che ci precede per poterci arrestare in caso di necessità, senza generare situazioni di pericolo.

La velocità, insieme ad altri elementi, come la prontezza di riflessi del conducente, lo stato di efficienza dei freni del veicolo e il suo carico, la visibilità, le condizioni atmosferiche, le condizioni del traffico, le condizioni della strada e la sua pendenza, incidono sull’adeguatezza della distanza di sicurezza,

La variabili che determinano la corretta distanza sono molte; teniamo, ad esempio, presente che un asfalto reso viscido dalla pioggia comporta degli spazi di arresto superiori rispetto a quelli di un manto stradale asciutto.

Mediamente ad una velocità di 50 Km/h la distanza di sicurezza ideale è di 25 metri, a 90 Km/h la distanza da mantenere è di 40 metri. In autostrada, una distanza raccomandabile a 130 Km/h, è di 130 metri dal veicolo che ci precede.

Considerate le molte variabili che determinano la distanza da tenere, non è possibile quantificarla in modo astratto e scollegato dalla situazione contingente; pertanto il Codice della Strada non impone una precisa metratura per la distanza di sicurezza. L’articolo 149, infatti, dispone che durante la marcia i veicoli debbano tenere una distanza di sicurezza tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del veicolo così da evitare collisioni con i veicoli che precedono,

Unici riferimenti specifici per le distanze riguardano la presenza di particolari casi come quando, fuori dei centri abitati, nelle strade a una corsia per senso di marcia, sia stabilito un divieto di sorpasso per alcune categorie di veicoli e tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Infine quando sono in azione macchine sgombraneve o spargitrici la distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere inferiore a 20 metri.

Nel caso in cui, non rispettando la distanza di sicurezza, si causi un incidente con grave danno ai veicoli tale da obbligarne la revisione, aumenta l’importo delle sanzioni pecuniarie. In orario notturno (dopo le 22,00-prima delle 07,00) le sanzioni pecuniarie raddoppiano.

Chi viola le norme sulla distanza di sicurezza due volte in un biennio, oltre alla sanzione pecuniaria, incorre nella sospensione della patente da uno a tre mesi.

Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto ad una sanzione amministrativa, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio
colposo.  

È prevista la decurtazione di punti sulla patente. Per i neopatentati la detrazione dei punti sulla patente viene raddoppiata.

La Distrazione alla guida

La Distrazione alla guida, altra tra le cause principali di incidente stradale, è trattata nel focus specifico.

 

 

      

 

 

Ultimo aggiornamento: 22/05/2024